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martedì 13 marzo 2012

Gallinari a "secco" e i Nuggets perdono contro i Grizzlie

Danilo Gallinari rimane a secco e i Denver Nuggets si arrendono in casa (91-94) ai Memphis Grizzlies. L'ala lodigiana parte in quintetto ma resta in campo solo 21'. durante i quali fallisce tutte le cinque conclusioni tentate dal campo. Il "Gallo" comunque non si risparmia e serve quattro assist ai compagni (15 punti per Nene, Harrington e Brewer). Ma all'azzurro i Nuggets chiedono di più. Da "Il Cittadino" del 13 Marzo 2012.

sabato 10 marzo 2012

Stern incorona il Gallo: «Nei Nuggets diventerà un giocatore "super"

«Gallinari diventerà un giocatore eccezionale». Se a dirlo è proprio il numero uno di tutta l'Nba, il "commissioner" David Stern, non si può certo fare finta di niente. In visita a Denver per un incontro con la dirigenza dei Nuggets, l'avvocato newyorkese si è soffermato sullo scambio dello scorso febbraio che ha portato la stella di Graffignana dai New York Kni-cks al Colorado, senza dimenticare gli elogi all'azzurro: «Penso che i Nuggets abbiano fatto un grande affare - ha commentato - e che Danilo Gallinari è destinato a diventare un giocatore Nba davvero eccezionale. Hanno messo in piedi un'ottima squadra e sono curioso di vedere dove arriveranno a roster completo». Attualmente Denver, con 22 vittorie e 18 sconfit- te, è al settimo posto nella Western Conference comandata da Oklahoma City che ha un record di 31 successi contro 8 ko. Nel frattempo il Gallo è riuscito a superare la quota 170.000 "followers" (una sorta di fan virtuali) sul social network twitter e per festeggiare l'evento ha promesso che alle ore 3 pomeridiane di oggi a Denver (la mezzanotte italiana) farà una twitcam, ossia un collegamento video in diretta sul portale, dove risponderà alle domande. «Raggiunti i 170.000 facile - ha scritto Danilo sul web - siete incredibili». Non resta che sintonizzarsi su twitter per seguire le battute del 23enne giocatore lodigiano. Da "Il Cittadino" del 10 Marzo 2012.

venerdì 9 marzo 2012

Per il Gallo 5 punti, un assist da applausi ma un ko casalingo

La forma migliore è ancora lontana, ma per il momento può andare bene anche così. Peccato solo per il risultato. Danilo Gallinari, alla seconda partita dopo lo stop di un mese per infortunio, parte dalla panchina nel match al "Pepsi Center" contro i Cleveland Cavaliers, gioca 22 minuti e 14 secondi e dimostra di essere ancora lontano dalla condizione ottimale. Per il "Gallo" solo 5 punti, ma nel suo conto figurano anche 4 rimbalzi e 2 assist (di cui uno spettacolare ad Aaron Afflalo con il pallone "schiacciato" a terra a concludere un contropiede in velocità). Gallinari ha fallito anche una stoppata e si aggrappa al suo ferro, rischiando il fallo tecnico. A fare la differenza per i Cavaliers è Antawn Jamison con i suoi 33 punti, decisivo nel 99-100 finale, mentre tra i Nuggets il migliore è Harrington (22). Da "Il Cittadino" del 9 Marzo 2012.

domenica 29 gennaio 2012

La stella Gallinari

Danilo Gallinari segna 21 punti e vince ancora. Marco Belinelli firma 15 punti e, dopo 9 sconfitte, New Orleans rialza la testa Bottino pieno per gli azzurri nella serata Nba, che va in archivio senza il derby tricolore tra Denver e Toronto. I Nuggets (14-5) di Gallinari, al sesto successo di fila, si impongono per 96-81 sui Raptors (6-14) che devono rinunciare all'infortunato Andrea Bargnani, ai box per un nuovo problema al polpaccio sinistro. Senza il loro leader, i canadesi si confermano incapaci di vincere: i 19 punti di Leandro Barbosa e i 18 Jerryd Bayless non bastano a raddrizzare un match in cui Denver vola anche a +23.1 Nuggets sfruttano la prestazione di Rudy Femandez e possono contare sul solito Gallo. L'ala azzurra è sempre un fattore (7 rimbalzi). La guardia bolognese gioca 28'59. Da "Il Domani - Calabria" del 29 Gennaio 2012.

sabato 28 gennaio 2012

Cagnani scommette: «Gallo all'All Star Game

«Danilo è in uno stato di grazia tale nell'ultimo periodo che sono assolutamente convinto che riuscirà a guadagnarsi un posto per l'All Star Game». Parole di Giuseppe Cagnani, primo allenatore in assoluto di Gallinari e ora diventato un vero e proprio amico di famiglia, spesso suo ospite prima a New York e ora a Denver. Tornato in Italia dopo aver trascorso le feste in Colorado assieme alla stella di Graffignana, Cagnani racconta qualche aneddoto legato anzitutto al rinnovo con i Nuggets a 42 milioni di dollari per i prossimi quattro anni: «Ero convinto che Denver gli riproponesse il rinnovo - racconta il popolare "Pino" - anche se nessuno si aspettava una cifra del genere, segnali di una riconferma si intravedevano fin dalla primavera scorsa, quando coach Karl mi chiese di aiutarlo a far piacere la città a Danilo, per spingerlo a restare». L'amore dell'allenatore che ha sfiorato il titolo Nba con i Seattle Supersonics nel 1996 (un certo Michael Jordan aveva qualche argomentazione a favore dei Chicago Bulls...) nei confronti del Gallo non è certo un mistero ed è evidente il ruolo che ha assunto nella decisione della dirigenza delle "Pepite" nel proporre il nuovo contratto: «Sicuramente Karl ha caldeggiato il rinnovo, vuole fare di lui il leader della squadra e sapeva che c'erano già alcune squadra pronte a fargli un'offerta in estate, nel caso fosse diventato "free agent"». Ma se da un lato i Nuggets le hanno provate tutte pur di convincerlo a restare all'ombra delle Montagne Rocciose per le prossime quattro stagioni, dall'altro anche Gallinari non^si è certamente seduto sugli allori: «È un giocatore fantastico, che fa sempre quello che gli viene chiesto - prosegue Cagnani - Karl gli chiede di non prendersi sempre tiri, ma di far giocare la squadra, mandare i compagni a canestro, cosa che gli riesce in maniera davvero semplice, e di penetrare spesso a canestro». Questo comporta un maggior impatto anche dal punto di vista fisico: «Danilo prende una marea di botte e contatti, che spesso gli valgono i tiri liberi; per questo dopo ogni partita è stanchissimo e, da vero atleta, spesso la sera preferisce stare in casa a riposare e a giocare a carte, piuttosto che uscire a divertirsi». Perfino l'ultimo dell'anno... «Eravamo ad aspettarlo a casa a Denver per il cenone, ma quella sera aveva sbagliato il tiro del pareggio coi Lakers a un secondo dal termine. Quando è arrivato eravamo tutti mogi e in silenzio. Lui ha sorriso e ha detto: "Abbiamo solo perso una partita" e si è rifatto in quella dopo {vìnta 99-90 sempre contro la squadra di Robe Bryant, ndr)». Il clima attorno alla sua squadra insomma è ottimo ed è stato elemento fondamentale per il rinnovo: «Gli piacciono davvero il gruppo, fatto di ragazzi giovani e di talento, la città e l'ambiente, con meno pressioni rispetto a New York; ha capito che a Denver si può divertire». E gettare le basi per puntare all'Ali Star Game: «Secondo me è difficile che possa essere scelto nel quintetto, dati alcuni nomi che lo precedono (basta ricordare Gasol e Nowìtzkì, ndr), ma sono convinto che i coach lo porteranno in panchina». Da "Il Cittadino" del 28 Gennaio 2012.

mercoledì 25 gennaio 2012

Nuggets, Gallinari agree to 4-year extension for $42 million Read more: Nuggets, Gallinari agree to 4-year extension for $42 million - The Denver Post

The deal is done -- Nuggets forward Danilo Gallinari has agreed to a four-year contract extension, a league source told The Denver Post. The 23-year-old small forward will make close to $42 million in that four year span. The deal signifies Denver's dedication to building around a young nucleus, the same nucleus that was handed the keys after Denver traded Carmelo Anthony and Chauncey Billups 13 months ago. The 23-year-old Gallinari had a breakout game last weekend at New York - 37 points, 11 rebounds - and averages 17.4 points per game this season, a career high, as well as 5.2 rebounds. Coach George Karl previously said he thinks the Italian they call Gallo can become an all-star someday. Read more: Nuggets, Gallinari agree to 4-year extension for $42 million - The Denver Post http://www.denverpost.com/sports/ci_19818125#ixzz1kUneVodH Read The Denver Post's Terms of Use of its content: http://www.denverpost.com/termsofuse

venerdì 13 gennaio 2012

I Nuggets ricoprono d'oro il Gallo

Quale sarebbe il valore economico di Danilo Gallinari alla luce di questo strepitoso inizio di stagione Nba in maglia Nuggets? 43 milioni di dollari! È questa la cifra che comincia a girare tra gli addetti ai lavori d'oltreoceano in relazione a un nuovo contratto che potrebbe legare il "Gallo" a Denver per i prossimi cinque anni. «Se ci fosse la possibilità di stare qui sarebbe sicuramente positivo - ha dichiarato il 23enne di Graffignana a Fox Sport prima della vittoria della scorsa notte sui New Jersey Nets per 123-115 -; se mi propoessero un prolungamento ne sarei felice, altrimenti aspetterò fino a dopo la stagione». Il lodigiano è infatti "restricted free agent" e dalla prossima estate sarà libero di trattare con altre squadre Nba, salvo il diritto dei Nuggets di pareggiare l'offerta e trattenerlo tra i monti del Colorado. A meno che, per non rischiare di perderlo in estate, decidano appunto di prolungargli il contratto prima della sua scadenza. Nel caso, come ha domandato a Gallinari il giornalista americano Chris Tomasson, un parametro di riferimento potrebbe essere il contratto appena firmato la scorsa estate dal suo compagno di squadra Arron Afflalo: a 43 milioni di dollari totali per cinque anni. «Se mi proponessero lo stesso contratto - ha concluso Danilo - significherebbe giocare in un sistema che punta molto su di te e sarebbe magnifico». Ma che i Nuggets contino davvero un sacco sul "Gallo" viene ribadito di partita in partita. Nell'ultimo incontro disputato "Danny boy" è risultato fondamentale nel successo sui Nets, mettendo a segno addirittura 17 punti nel primo quarto (chiudendo poi a 22 frutto di un 5/8 da due, 2/3 da tre e 6/6 dalla lunetta, più 2 rimbalzi, 5 assist e 2 recuperi in 32' di gioco), terminando per l'ennesima volta come migliore marcatore della squadra, nonostante una leggera contusione alla caviglia destra che non gli ha impedito però di allenarsi già ieri in vista della gara che nella notte lo ha visto sfidare i Miami Heats di LeBron James e Dwyane Wade. Da "Il Cittadino" del 13 Gennaio 2012.

martedì 3 gennaio 2012

giovedì 30 giugno 2011

E a Codogno sudano Gallinari e DeVecchi

Proseguono le sedute di allenamento al "Campus" di Danilo Gallinari orchestrate dallo staff tecnico dei Denver Nuggets. Ieri mattina si è tenuta la penultima sudata, mentre oggi termina la settimana che l'assistente di coach George Karl, John Welch, ha dedicato alla stella di Graffigana, impegnata sul parquet rossoblu in compagnia di Riccardo Castelli e altri giovani dell'Assigeco accompagnati dal cugino del "Gallo", Giacomo Devecchi. «Ho approfittato volentieri della presenza di Danilo, è un'occasione davvero unica per imparare qualcosa di nuovo - racconta Devecchi, tornato a lavorare in palestra dopo la fine dell'avventura nei play off della sua Sassari contro Milano -. La scuola Usa è differente da quella Europea, non potevo non venire. Avevo voglia di riprendere un po' a muovermi dopo lo stop di fine stagione, il livello delle sedute è piuttosto alto: ci alleniamo veramente bene anche grazie ai ragazzi Assigeco e sono soddisfatto di quello che stiamo facendo. Se mi faccio notare dai Nuggets? Già, magari mi prendono come portaborracce», chiosa Jack ridendosela di gusto. In realtà Devecchi aspetta di conoscere il destino di Sassari, con cui ha ancora un anno di contratto, prima di cominciare programmare il proprio futuro. «Non ho notizie fresche, al momento è ancora tutto in "stand by": bisogna capire come si può sbloccare la situazione prima di fare un pensiero all'anno prossimo. Sassari rimane in assoluto la prima opzione e primo di tutto aspetto lei; quelle di un possibile passaggio a Cantù sono state solo voci girate sul mercato».

venerdì 10 giugno 2011

I Nuggets sbarcano a Codogno per il Gallo

II "Campus" come una succursale del "Pepsi Center". George Karl, il "leggendario" coach, John Welch, uno dei suoi autorevoli assistenti, e Steve Hess, il preparatore atletico: la parte principale dello staff tecnico dei Denver Nuggets si è spostato dal Colorado per impostare e dirigere personalmente una settimana di allenamento di Danilo Gallinari che, grazie alla collaborazione dell' As-sigeco, si svolge all'interno dell'impianto codognese. È incredibile vedere all'opera un allenatore come George Karl, il settimo nell'Nba per gare vinte, sulla panca dei Nuggets dal 2005, muoversi sul parquet del "Campus" e guidare la seduta di Danilo in campo con una parte di giocatori di Lega-Due e di C2 dell'Assigeco, oltre a Patrick Baldassarre, amico della stella di Graffignana quest'anno a Scafati, interrompendo le giocate con indicazioni e suggerimenti come se fosse nel pieno della stagione Nba. Grande esempio di dedizione e professionalità seguito in pieno dal suo vice John Welch, arrivato in Italia con la moglie Jean e i figli Haley e Riley. «Abbiamo un gruppo di "good players", buoni giocatori: Danilo è uno dei pezzi più pregiati della squadra con un talento potenzialmente in grado di farlo di-ventare una star. Ha la possibilità di essere un "great", un grande, e non solo un "good", un buon giocatore, e per farlo deve mantenere lo stesso spirito che lo animava da ragazzo - sottolinea l'assistant coach dei Nuggets -. A noi piacciono tanto la sua intelligenza, la competitività, il modo di giocare e di segnare. Difensivamente lo abbiamo trovato da subito migliore di quanto ci saremmo aspettati. Danilo è importante, così come il resto della squadra: dobbiamo lavorare per avere successo e migliorare fino, se possibile, ad avere successo nelle partite che contano nei play off». Cosa si aspettano i Nuggets da Danilo per la prossima stagione? «Che diventi un leader della squadra, che sia il "best player", il miglior giocatore - risponde chiaro Welch -. Offensivamente gli disegneremo un ruolo vitale sfruttando il "pick&roll", la sua capacità di giocare in "post" o di correre bene per il campo. Alla sua età ha ampi spazi di crescita, la voglia non gli manca: deve lavorare e giocare duro insieme ai compagni. Se esplode come ci aspettiamo chi può dire dove può arrivare? Molti lo paragonano a Nowitzki o a Bird, per me è più veloce, quasi come una guardia». Il "Campus" è una perfetta cornice del lavoro dello staff tecnico dei Nuggets. «"I love it". Un posto fantastico, mi piace molto: se c'è il "lock out" con George Karl ci siamo detti che sarebbe bello venire qui ad allenare - John Welch ride di gusto - Anzi, suggerisco all'Assigeco l'acquisto di due canestri in più: si potrebbero mettere a lato della metà campo con la possibilità di far lavorare due gruppi in più contemporaneamente. Costano? Potrebbe pensarci il "Gallo", no?». Danilo intanto sbuffa sotto le "torchiate" di Steve Hess: «Impostiamo un lavoro utile di esplosività e più velocità al "Gallo" puntando a rendere il secondo e terzo passo più efficienti: l'intenzione è di migliorare il suo atletismo - spiega il preparatore dei Nuggets -. Danilo ha enormi margini da sfruttare, è un duro, vuole vincere, non gli piace perdere mai. Grande mentalità, è facile lavorare con lui. Sono con i Nuggets da 15 anni, ho visto centinaia di giocatori, mai uno così puntuale e preciso». Che i Nuggets tengano Gallinari in gran considerazione è chiaro, altrimenti non avrebbero certo spedito la parte che conta dello staff tecnico nel Lodigiano. «Con coach Karl abbiamo parlato a lungo in questi giorni: mi ha detto un sacco di cose. Credo che ci siano delle aspettative su di me e sono contento per questo - confida il campione di Graffignana alla vigilia di un breve periodo di vacanza da intervallare ad allenamenti prima del raduno della Nazionale -. Mi ha fatto molto piacere avere i coach dei Nuggets al "Campus": è stata una settimana dura ma piacevole e produttiva. Mi auguro che Baldassarre, con il quale eravamo soliti andare al Campetto a New York, Chiumenti e gli altri ne possano trarre profitto». Non è certo roba da tutti i giorni sudare agli ordini di un "mito" come George Karl.

Da "Il Cittadino" del 10 Giugno 2011.

martedì 24 maggio 2011

«Torneo Paolino Mercaldo», Gallinari regala la sua maglia Nba

Basket e solidarietà: binomio vincente per il torneo di basket under 17 «Paolino Mercaldo» di Salerno, manifestazione organizzata per raccogliere fondi da destinare alla Fondazione «Le quattro stelle» di Caserta, costituita per perpetuare il ricordo delle vittime dell'incidente stradale a Buccino del 9 novembre 2008, quando una formazione giovanile della Pepsi Caserta si stava recando a Potenza per una partita di campionato giovanile. Paolino, giovane talento del basket, suo padre Luigi Mercaldo, consulente assicurativo, il vice allenatore della formazione bianconera Gianluca Noia e il dirigente accompagnatore Emanuela Gallicola persero la vita. Altri due giovanissimi atleti, Rosario De Felice e Andrea Turino, gravemente feriti, si salvarono per miracolo.

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Giovedì mattina, al centro commerciale Maximall di Pontecagnano, alla presenza del presidente dell’Ags Enzo Todaro e dei promotori della manifestazione Aurelio Cucco, Oreste Pastore e Michele Tramontano, stata presentata la nuova edizione del torneo che prenderà il via domani per concludersi domenica mattina al PalaMatierno di Salerno. Sul parquet si sfideranno Lottomatica Virtus Roma, Pepsi Caserta, Smg Latina e Virtus Siena. Il torneo Paolino Mercaldo prevede numerose iniziative di contorno alla parte puramente sportiva. Un workshop dedicato al marketing e management degli sport promosso dalla Salernitana Sporting presieduta da Antonio Sanges e Antonio Opromolla. Inoltre, in programma anche un clinic con l’allenatore della nazionale italiana Under 18 Stefano Bizzosi e l’assistente allenatore della nazionale Under 16 Marco Ramondino.

Il tutto sotto l’egida del Delta Basket Salerno e dell’allenatore delle giovanili della compagine salernitana, coach Maurizio Foccillo. Ma le sorprese per gli appassionati della pallacanestro, e soprattutto per la Fondazione «Le Quattro Stelle» , arrivano da oltreoceano. Perchè la stella dei Denver Nuggets e della nazionale italiana, Danilo Gallinari, ha voluto mettere all’asta la sua canotta numero otto con la quale ha giocato gli ultimi playoff Nba — naturalmente autografata— il cui ricavato sarà devoluto alla Fondazione. Anche la Provincia di Salerno, con il presidente Edmondo Cirielli e l’assessore alle politiche giovanili Antonio Iannone, ha voluto essere vicino all’evento devolvendo un contributo direttamente alla Fondazione per contribuire alle cure di uno dei ragazzi che ha subito danni permanenti durante quell’incidente. Questo nel dettaglio il calendario delle sfide: Virtus Siena -Smg Latina (sabato 21 maggio ore 17) e Virtus Roma -Pepsi Juvecaserta (ore 19); finale 3-4 ° posto (domenica 22 ore 10) /finale 1-2 ° posto (ore 12).

Raffaele Avallone

Dal "Corriere del Mezzogiorno", Ed. Salerno del 20 Maggio 2011.

mercoledì 27 aprile 2011

Gallinari: notte da leader

«Ci vediamo presto», dice ai tifosi di Denver, dopo aver contribuito a fermare la corsa di Oklahoma City: i Thunder ora comandano 3-1, ma i Nuggets ci credono. Ci crede anche il Gallo, che alla prima esperienza nelle finali Nba, a 22 anni, comincia ad entrare nei clima playoff. In gara 4, l'ex giocatore di Milano dà spettacolo: segna 18 punti, conditi da 6 rimbalzi e 4 assist. Per uno che nelle prime tre gare ne aveva messi a segno in tutto 13, non male. «SO CHE devo essere più aggressivo, so che devo cercare di giocare in questo modo il più a lungo possibile», dice Gallinari, che dopo l'intervallo ha cambiato pelle: ha attaccato il ferro con regolarità e nella metà campo difensiva ha fat- to il proprio dovere contro Kevin Durant: all'inizio dell'ultimo quarto, con la collaborazione di Lawson ha strappato il pallone alia superstar dei Thunder, autore di 31 punti, e ha arringato la folla. Poco dopo, ha messo a segno una tripla di platino e si è rivolto nuovamente verso i suoi tifosi per certificare la vittoria con un gesto eloquente: «E' finita». «Molto dipende dalia sicurezza e dalia convinzione. Ci sono alcuni momenti, nel corso di una partita, in cui si perde un po' di 'confidence'. Bisogna essere solidi e trovare io spirito giusto per tutti i 48 minuti di gioco», ha commentato alia fine il Gallo. I TIFOSI hanno rivisto il giocatore che aveva destato un'ottima impressione sin dalie prime appari- zioni con la maglia di Denver. La stampa locale, a cominciare dai Denver Post, ha esaltato la prestazione eccellente che può trasformarsi in una provvidenziale iniezione di fiducia. Il risveglio del 'Gallo', ovviamente, e' stato accolto con entusiasmo soprattutto nello spogliatoio dei Nuggets. «Ha infilato un tiro, la fiducia a questi livelli è tutto -ha commentato Ar-ron Afflalo. Danilo e' giovane, sta giocando i playoff per la prima volta. Per lui e' stato importante vedere il pallone nei canestro». Nei Nuggets grande serata per anche per Lawson (27 punti).

Articolo tratto da "Il Resto del Carlino" del 27 Aprile 2011.

domenica 17 aprile 2011

" Ora mi prendo i playoff"

Inizia la corsa al titolo Nba e per laprima volta c'è pure il milanese, con Denver Leaving New York never easy cantavano i REM, ma per Danilo Gallinari il distacco dalla Grande Mela è stato meno complicato del previsto. Se è vero che dallo scambio tra New York e Denver (identificato soprattutto con il trasferimento di Carmelo Anthony ai Knicks) la squadra di D'Antoni non ha superato il 50% di vittorie, mentre Denver ha festeggiato la qualificazione ai playoff^sbancando il campo dei Los Angeles Lakers con 22 punti di Gallinari. «Quel giorno abbiamo lanciato un messaggio importante sul nostro valore» dice il 22enne, che nella notte debutta nei playoff Nba ad Oklahoma City. Anticipato da Marco Belineìli, che con New Orleans è a Los Angeles (ore 21.30, SportItalia2) contro i Lakers dell'ultima cavalcata di coach Phil Jackson. E' la sua prima nei playoff NBA. Emozionato? «Sono soprattutto carico, per fortuna il problema alla caviglia destra occorso una settimana fa non è serio. Sono pronto per una serie difficile: Oklahoma City è una squadra tosta, ha l'energia e l'aggressività della squadra emergente, ha una panchina lunga, caratteristiche da squadra pericolosa nei playoff E poi Durant fa la differenza, non ha punti deboli in attacco: è alto, ha braccia lunghe e mille soluzioni per fare canestro. E' stato capocannoniere negli ultimi due anni, non è un caso...». Denver appare rigenerata, la cessione di Anthony sembra aver riacceso coach Karl «Dopo lo scambio ha ritrovato entusiasmo, mi ha subito dato grande fiducia, anche grazie a lui mi sono inserito molto bene. Mi chiede di attaccare il canestro e guadagnare falli. Ha concetti diversi rispetto a Mike D'Antoni». Capitolo-New York. Per mesi ha dovuto convivere con le voci di un arrivo di Anthony, ha rancori verso qualcuno per quella situazione? «Assolutamente no. Non è stato Vivere in Colorado, dopo la Grande Mela, è stato come traslocare da Milano a Lodi., però Denver mi piace facile cambiare squadra e realtà in corsa, ma è stato meno complicato del previsto. Fa parte di questo lavoro e di questo mondo, e de- vi essere capace di chiudere un rapporto e aprirne subito un altro. E con la cessione a Denver posso dire di essere caduto in piedi: è una squadra con un bilancio vittorie-sconfitte migliore rispetto ai Knicks (Denver 50 vittorie, New York 42). AHa fine è stato un cambiamento positivo». Controlla i risultati dei Knicks con particolare attenzione? «No, li guardo come quelli delle altre squadre. Anzi, di recente, per motivi di classifica ho seguito soprattutto i risultati ad ovest. Sui Knicks mi aggiornano gli amici con cui sono in contatto: persone dello staff, come fisioterapisti e medici, e il pivot Ronny Turiaf». Le manca New York? «Il passaggio New York-Denver è un po' come Milano-Lodi, Denver è ovviamente meno caotica, ma mi piace. Vìvo poco fuori dal centro, e sto conoscendo una realtà in cui tutto è più a misura d'uomo». A fine stagione è attesa la serrata, il sindacato giocatori (che a breve riceverà la proposta di contratto dalla Lega) sta fornendo consigli su come vivere senza giocare né ricevere lo stipendio? «I consigli sono utili, ma sono gli stessi insegnamenti avuti dai miei genitori. Sono convinto che la serrata spaventi parecchie persone, anche se magari non traspare». Vincolato con Denver fino al 2012, chiederà la possibilità di allenarsi con un club italiano? «Dipende da quanto durerà la serrata. Ora penso ai playoff e ad un'estate in cui la mia testa sarà sulla Nazionale e sugli Europei. Sarò attivo da luglio a settembre in azzurro, quindi non arriverò fuori forma a fine estate, a quel punto valuteremo la situazione nella Nba». Qual è l'attesa legata all'esordio in azzurro in una competizione internazionale? «Partiamo senza obiettivi particolari, e sottolineo che ci sarà tanto da lavorare, anche se Bargnani ha vissuto un'annata individualmente importante, e Belinelli è arrivato ai playoff ricoprendo un ruolo di rilievo a New Orleans. Tornare in Italia in caso di serrata Nba? Da luglio a settembre penserò solo alla Nazionale e agli Europei, poi vedremo cosa succederà negli Usa. In Europa ci sono tante nazionali forti, e noi non abbiamo ancora giocato insieme... vedremo come nascerà il nostro percorso». La incuriosisce lavorare con Simone Pianigiani? «Si, anche se ci conosciamo da una vita. Siamo cresciuti da avversari in ambito giovanile, io da giocatore, lui da allenatore. Poi ri siamo sfidati anche a livello senior, e comunque ha sempre vinto lui. Adesso vorrei iniziare a vincere qualcosa insieme a lui». Infine, chi vince il titolo NBA? «Denver... No, quest'anno è impossibile fare pronostici, c'è troppo equilibrio».

Da "Il Corriere dello Sport - Edizione Nazionale" del 17 Aprile 2011

sabato 16 aprile 2011

C'è un "Gallo" pronto a cantare

È arrivato il momento del Gallo. Terzo anno negli States e finalmente i play off. Una attesa che terminerà domani sera, a Oklahoma City, in Italia saran
no già le tre e mezza di notte quando partiranno le lancette del cronometro. Danilo Gallinari in post season ci sbarca come uno dei pochisismi giocatori che quest'anno ai play off ci ha portato due squadre, prima New York (48 partite giocate, 25 successi con una percentuale di vittorie del 52%, i Knicks hanno chiuso appena sopra il 50%) e appunto Denver (14 incontri, 9 vinti, 64,2%, contro il 61% complessivo dei Nuggets). Ci arriva da vincente alle partite che contano e determinato ad andare avanti, il più possibile. «Troviamo la squadra più in forma nel periodo serve un colpo estemo Non vedo l'ora di vivere questa avventura».«Sì, ci siamo - racconta prima di imbarcarsi per Oklahoma City - mi sento molto carico per i miei primi play off nella Nba. La caviglia? Sto molto meglio, penso proprio di esserci al debutto. Sarà una gran bella esperienza e il livello del gioco sì alzerà rispetto alla regular season». Oggi il via ai play off, ma per il Gallo l'esordio arriverà domani e, se si dovesse arrivare a gara sette, si terminerà l'I maggio e dopo, ad aspettare la vincente di questo duello ci sarà con tutta probabilità San Antonio. «È una serie difficile -prosegue l'azzurro - ci troveremo di fronte probabilmente la squadra più in forma del momento, ma sarà una bella sfida». Il pericolo numero 1 si chiama Kevin Durant, top scorer della regular season, media-partita 27,7 punti. Anche i precedenti in regular season non sono favorevoli a Denver: 3-1 per gli avversari, ma i "nuovi" Nuggets, quelli del post-Anthony, sono una squadra molto più compatta e pericolosa in ogni reparto, con Gallinari che si è ritagliato subito un ruolo da grande protagonista nonostante gli infortuni (prima all'alluce poi alla caviglia). GARA1.IL COLPO? -«Partiamo con lo svantaggio del campo - prosegue Danilo - dobbiamo vincerne una là, oltre alle tre in casa per passare il turno. Il colpo in gara 1 ? Certo ci proveremo subito, dovremo giocare molto bene, i Thunder sono pericolosi non soltanto nel quintetto, hanno anche una panchina lunga». Sempre domani, qualche ora prima di Gallinari, in quello che è il palcoscenico più luminoso della Nba, lo Staples Center di Los Angeles, davanti alla solita mezza Hollywood, con le telecamere della ABC, scenderà in campo Marco Belinelli con New Orleans nell'improba sfida contro i campioni in carica dei Lakers. Due italiani nei play off, la prima volta. IO E BELINELLI - «Ci siamo sentiti per telefono io e Marco - ha detto ancora Gallinari - ci siamo fatti gli in bocca al lupo reciproci. Certo che non sarà facile per il Beli contro Bryant...». Arrabbiato com'è, Kobe (ha fatto ricorso, la multa da 100.000 dollari non l'ha digerita) sarà davvero diffide da fermare, anche perchè nel mirino ha il sesto anello, eguaglierebbe Michael Jordan. «Per me i Lakers rimangono i favoriti per il successo finale - conclude il Gallo - L'MVP? Derrick Rose, lo conosco bene gli auguro di andare avanti così e fino in fondo»

Tratto da "Corriere dello Sport" del 16 Aprile 2011.

domenica 10 aprile 2011

Gallinari il regalo dell' Italia ai Nuggets

Un globo di spin di distanza, in una palestra febbrile a Firenze, Italia, grande uomo preparato per il grande gioco.Divertente, però, davvero non era troppo preoccupato per i giocatori avversari.
"Non abbiamo avuto paura per il team, ma di più l'allenatore", ha detto Vittorio Gallinari, che era un 6-foot-9 in avanti per la Knorr Bologna nel 1990."Siamo stati un po 'paura di tattica. Mi ricordo che eravamo forse pensando più l'allenatore che i giocatori".
L'allenatore è stato George Karl, il generale impetuoso mago-bambino da parte degli Stati Uniti, che in precedenza aveva allenato i Cavaliers ei Warriors.
Il  Real Madrid di Karl , squadra che perse quel giorno contro la squadra di  Gallinari 79-74 nella finale di Coppa dei Campioni.E ora, 21 anni dopo, l'allenatore che Gallinari  ha venerato è l'allenatore del figlio.
"Sto diventando vecchio, uomo," ha detto Karl con un sorriso ironico.
Karl vede analogie tra i Nuggets '6-foot-10 Danilo Gallinari a un giovane Dirk Nowitzki, i Mavericks' avanti di 7 piedi di all-star dalla Germania.Gallinari, 22 anni, ha forse il miglior futuro di uno dei  giovani Nuggets.
Il viaggio è iniziato di nuovo in una piccola cittadina agricola italiana quando il figlio di un ex giocatore di iniziare le riprese per i suoi sogni da tiro dopo il jumper.
"Ho giocato (professionalmente) per 19 anni in Italia", Vittorio Gallinari ha detto per telefono la scorsa settimana."Quando (Danilo) ha iniziato a giocare a basket quando era giovane, tutti dicevano che poteva avere il talento per raggiungere la NBA, quindi sono felice per lui perché il suo sogno si è avverato. La nostra famiglia è molto orgoglioso."
Gallinari, che era una media di 15,6 punti e 5,7 rimbalzi in 13 partite con i Nuggets che entrano Sabato, è uno dei tre italiani in NBA, insieme a 'Andrea Bargnani e gli Hornets' i Raptors Marco Belinelli.
Egli è da Graffignana, circa 2.000 abitanti.Come ha fatto un fiore in erba stella NBA da erbe selvatiche di una città fattoria?Beh, Father Knows Best.
"Lui mi diceva di divertirmi mentre giocavo a basket e di lavorare sodo, ogni volta -  praticare duramente , ogni volta," ha detto Gallinari di suo padre."Nessuno ti da niente per niente. Devi fare in  modo di guadagnarti  tutto. Guadagnalo attraverso l'allenamento.'Una parte del mio gioco. In futuro, non voglio guardare indietro e dire che non ho giocato duro , più forte che potevo. "
E 'un tratto che i tifosi dei Nuggets sono venuti ad ammirare.Qualunque cosa faccia Gallo , lo fa al 100% .
Morbido?Non quest' europeo
Certo, il ragazzo ha il talento simile a quello di Dirk. .Ma ha anche la durezza del padre.Suo padre, dopo tutto, è stato un auto-proclamato "effort player."Il che significa che aveva limitato talento offensivo, a differenza di suo figlio, ma avrebbe portato  a gomiti raschiati e a contusioni sul corpo.
Il mese scorso, Gallinari mancò ad alcune partite  a causa di un infortunio.Al suo ritorno, a Orlando, un giornalista ha detto Gallo, sembrava di giocare senza paura.Gallo lo bloccò  appena sentito il commento.
"Perché non dovrei?"», chiese, come se non vi fosse altro modo per rientrare in campo
Così spesso nella NBA, i giocatori europei sono classificati come "soft".E 'un marchio che Nowitzki ha combattuto, nonostante le sue innumerevoli presenze all-star.Quando Gallinari è arrivato a Denver dal Knicks come parte del pacchetto commerciale per Carmelo Anthony, i fan Nuggets non sapeva cosa aspettarsi, ma avevano un concetto che si adattava a  tale etichetta.
"E '10 volte più difficile di quanto pensavo fosse", ha detto  Scott

Coach dei Knicks Mike D'Antoni, all'estrema sinistra, parla con Vittorio Gallinari a Milano, Italia, lo scorso ottobre.(NBAE Nathaniel S. Butler, via Getty Images)
Hastings dell' emittente Altitude, un ex giocatore NBA."Mi ha spiazzato. Un allenatore avversario mi ha detto in privato, 'Gioca come se ci tenesse  davvero.'"
allenatori e scout NBA hanno preso atto del gioco in crescita del Gallo.
"L'anno scorso si pensava di essere solo un buon tiratore da  3-punti, sparatutto spot-up. Ma è ora aggiunto il palleggio al suo gioco. Ti fa sblianciare", ha detto  coach Scott Brooks dell' Oklahoma City , allenatore dell'anno NBA nel 2010."Il miglioramento che ha fatto negli ultimi anni dimostra che lui è un lavoratore, si preoccupa per il suo gioco e vuole migliorare. Sono stato un assistente con Denver, so chi sono i loro assistenti allenatori attuali, e quei ragazzi sono buoni. Tutti sviluppano i  ragazzi. Non prendono giorni di ferie ".
"Deve essere mentalmente pronti"
Nel 1990, il giovane Gallo perfezionato il suo tiro dolce nel campetto di casa, una rarità in una proprietà di Graffignana. Era evidente che avevail tocco di  un tiratore.
"Si poteva vedere anche quando aveva 10 anni", disse il padre."Ha sempre giocato con i compagni più anziani. All'età di 14, 15, abbiamo realizzato  che per farlo crescere e migliorare, si sarebbe dovuti  passare al basket professionale A quel tempo, molte scuole mi chiamarono  e mi inviarono lettere per cercare di portare Danilo negli Stati Uniti, come l' UCLA. Però ho pensato che sarebbe stato meglio giocare in Italia e cercare di migliorare lì.
"Questo perché ho pensato che quando avrebbe avuto  la possibilità di giocare per l'NBA, avrebbe dovuto  essere mentalmente pronto ad andare."
Ha fatto il suo debutto pro in Italia all'età di 16 anni nel 2004 con il campionato di B-1.La stagione successiva si trasferisce al campionato A-2, e poi alla Lega A-1 per la stagione 2006-07.Ha trascorso due stagioni nella massima serie (una media di 14 punti in due stagioni), prima di venire negli Stati Uniti nel 2008, è stato selezionato come n. 6 nel draft NBA, giocare per i Knicks fino al commercio Anthony, che ha reso  Gallinari il più popolare italiano a Denver.
Seduto a bordo campo, lontano dall' Italia, a Gallinari è stato chiesto fin dove arrivasse l'influenza di un padre giocatore professionista.
In primo luogo, ha parlato di sua madre, Marilisa, una roccia nella sua educazione, mentre il padre era in viaggio con la sua squadra.E, ha detto, i suoi genitori non hanno messo pressione su di lui per diventare una star.Sì, era un tiratore  con un tocco d'oro.Ma non si sentiva forzato a scegliere basket, ha detto, spiegando che avrebbe potuto giocare qualsiasi sport.
Per un sacco di figli di atleti famosi, c'è  la pressione di risultare all'altezza del proprio cognome, come se fosse eternamente cucito sul retro di una maglia.Per Gallinari, il basket divenne il suo amore, senza la stregua di  un matrimonio combinato.
E ora, Denver, i Nuggets e  Karl  stanno raccogliendo i frutti di, probabilmente, il più grande giocatore di sempre uscito da Graffignana.

Alto, tiratori scelti europeo

Danilo Gallinari Nuggets 'ha delle somiglianze con un giovane Dirk Nowitzki:
Versatilità."Penso che Gallo ha effettivamente una capacità di regia migliore in questo momento, dalla mia interpretazione di cui Dirk era allora. Penso che Gallo è solo andare a imparare a giocare a luoghi diversi in campo. In questo momento, lui è più di un corridore, e su il perimetro è di sentirsi a proprio agio. "- Nuggets coach George Karl
Produzione.Nella loro terza stagione NBA, all'età di 22 anni: Nowitzki media di 38,1 minuti, 21,8 punti e 38,7 per cento tiro da posizione 3 punti.Gallinari è una media di 32,5 minuti, 15,6 punti e 37,3 per cento su tiro 3s.
Evolution."Dirk è passato da un ragazzo di talento giovane, un po 'come Gallo, che era scomodo, a volte. Adesso è trasformato in questo fluido, tiratore incredibile che sa vincere le partite circa buono come nessuno nella NBA".- Karl


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sabato 26 marzo 2011

Gallinari vede i playoff

Italiani a tutto campo nella notte NBA. Gallinari ha messo a referto 17 punti nel successo dei suoi Denver Nuggets contro i Washington Wizards per 114 - 94.
Playoff a portata di mano anche per i New Orleans Hornets di Belinelli (solo 3 punti), vincitori per 106 - 100 sul parquet dei Phoenix Suns. Serata da dimenticare per i Toronto Raptors, al terzo ko di fila dopo la sconfitta per 138 - 100 con i Golden State Warriors. Male Bargnani: 7 punti.

Da Mediavideo, pag. 218 del 26 Marzo 2011.