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domenica 17 aprile 2011

" Ora mi prendo i playoff"

Inizia la corsa al titolo Nba e per laprima volta c'è pure il milanese, con Denver Leaving New York never easy cantavano i REM, ma per Danilo Gallinari il distacco dalla Grande Mela è stato meno complicato del previsto. Se è vero che dallo scambio tra New York e Denver (identificato soprattutto con il trasferimento di Carmelo Anthony ai Knicks) la squadra di D'Antoni non ha superato il 50% di vittorie, mentre Denver ha festeggiato la qualificazione ai playoff^sbancando il campo dei Los Angeles Lakers con 22 punti di Gallinari. «Quel giorno abbiamo lanciato un messaggio importante sul nostro valore» dice il 22enne, che nella notte debutta nei playoff Nba ad Oklahoma City. Anticipato da Marco Belineìli, che con New Orleans è a Los Angeles (ore 21.30, SportItalia2) contro i Lakers dell'ultima cavalcata di coach Phil Jackson. E' la sua prima nei playoff NBA. Emozionato? «Sono soprattutto carico, per fortuna il problema alla caviglia destra occorso una settimana fa non è serio. Sono pronto per una serie difficile: Oklahoma City è una squadra tosta, ha l'energia e l'aggressività della squadra emergente, ha una panchina lunga, caratteristiche da squadra pericolosa nei playoff E poi Durant fa la differenza, non ha punti deboli in attacco: è alto, ha braccia lunghe e mille soluzioni per fare canestro. E' stato capocannoniere negli ultimi due anni, non è un caso...». Denver appare rigenerata, la cessione di Anthony sembra aver riacceso coach Karl «Dopo lo scambio ha ritrovato entusiasmo, mi ha subito dato grande fiducia, anche grazie a lui mi sono inserito molto bene. Mi chiede di attaccare il canestro e guadagnare falli. Ha concetti diversi rispetto a Mike D'Antoni». Capitolo-New York. Per mesi ha dovuto convivere con le voci di un arrivo di Anthony, ha rancori verso qualcuno per quella situazione? «Assolutamente no. Non è stato Vivere in Colorado, dopo la Grande Mela, è stato come traslocare da Milano a Lodi., però Denver mi piace facile cambiare squadra e realtà in corsa, ma è stato meno complicato del previsto. Fa parte di questo lavoro e di questo mondo, e de- vi essere capace di chiudere un rapporto e aprirne subito un altro. E con la cessione a Denver posso dire di essere caduto in piedi: è una squadra con un bilancio vittorie-sconfitte migliore rispetto ai Knicks (Denver 50 vittorie, New York 42). AHa fine è stato un cambiamento positivo». Controlla i risultati dei Knicks con particolare attenzione? «No, li guardo come quelli delle altre squadre. Anzi, di recente, per motivi di classifica ho seguito soprattutto i risultati ad ovest. Sui Knicks mi aggiornano gli amici con cui sono in contatto: persone dello staff, come fisioterapisti e medici, e il pivot Ronny Turiaf». Le manca New York? «Il passaggio New York-Denver è un po' come Milano-Lodi, Denver è ovviamente meno caotica, ma mi piace. Vìvo poco fuori dal centro, e sto conoscendo una realtà in cui tutto è più a misura d'uomo». A fine stagione è attesa la serrata, il sindacato giocatori (che a breve riceverà la proposta di contratto dalla Lega) sta fornendo consigli su come vivere senza giocare né ricevere lo stipendio? «I consigli sono utili, ma sono gli stessi insegnamenti avuti dai miei genitori. Sono convinto che la serrata spaventi parecchie persone, anche se magari non traspare». Vincolato con Denver fino al 2012, chiederà la possibilità di allenarsi con un club italiano? «Dipende da quanto durerà la serrata. Ora penso ai playoff e ad un'estate in cui la mia testa sarà sulla Nazionale e sugli Europei. Sarò attivo da luglio a settembre in azzurro, quindi non arriverò fuori forma a fine estate, a quel punto valuteremo la situazione nella Nba». Qual è l'attesa legata all'esordio in azzurro in una competizione internazionale? «Partiamo senza obiettivi particolari, e sottolineo che ci sarà tanto da lavorare, anche se Bargnani ha vissuto un'annata individualmente importante, e Belinelli è arrivato ai playoff ricoprendo un ruolo di rilievo a New Orleans. Tornare in Italia in caso di serrata Nba? Da luglio a settembre penserò solo alla Nazionale e agli Europei, poi vedremo cosa succederà negli Usa. In Europa ci sono tante nazionali forti, e noi non abbiamo ancora giocato insieme... vedremo come nascerà il nostro percorso». La incuriosisce lavorare con Simone Pianigiani? «Si, anche se ci conosciamo da una vita. Siamo cresciuti da avversari in ambito giovanile, io da giocatore, lui da allenatore. Poi ri siamo sfidati anche a livello senior, e comunque ha sempre vinto lui. Adesso vorrei iniziare a vincere qualcosa insieme a lui». Infine, chi vince il titolo NBA? «Denver... No, quest'anno è impossibile fare pronostici, c'è troppo equilibrio».

Da "Il Corriere dello Sport - Edizione Nazionale" del 17 Aprile 2011

sabato 16 aprile 2011

C'è un "Gallo" pronto a cantare

È arrivato il momento del Gallo. Terzo anno negli States e finalmente i play off. Una attesa che terminerà domani sera, a Oklahoma City, in Italia saran
no già le tre e mezza di notte quando partiranno le lancette del cronometro. Danilo Gallinari in post season ci sbarca come uno dei pochisismi giocatori che quest'anno ai play off ci ha portato due squadre, prima New York (48 partite giocate, 25 successi con una percentuale di vittorie del 52%, i Knicks hanno chiuso appena sopra il 50%) e appunto Denver (14 incontri, 9 vinti, 64,2%, contro il 61% complessivo dei Nuggets). Ci arriva da vincente alle partite che contano e determinato ad andare avanti, il più possibile. «Troviamo la squadra più in forma nel periodo serve un colpo estemo Non vedo l'ora di vivere questa avventura».«Sì, ci siamo - racconta prima di imbarcarsi per Oklahoma City - mi sento molto carico per i miei primi play off nella Nba. La caviglia? Sto molto meglio, penso proprio di esserci al debutto. Sarà una gran bella esperienza e il livello del gioco sì alzerà rispetto alla regular season». Oggi il via ai play off, ma per il Gallo l'esordio arriverà domani e, se si dovesse arrivare a gara sette, si terminerà l'I maggio e dopo, ad aspettare la vincente di questo duello ci sarà con tutta probabilità San Antonio. «È una serie difficile -prosegue l'azzurro - ci troveremo di fronte probabilmente la squadra più in forma del momento, ma sarà una bella sfida». Il pericolo numero 1 si chiama Kevin Durant, top scorer della regular season, media-partita 27,7 punti. Anche i precedenti in regular season non sono favorevoli a Denver: 3-1 per gli avversari, ma i "nuovi" Nuggets, quelli del post-Anthony, sono una squadra molto più compatta e pericolosa in ogni reparto, con Gallinari che si è ritagliato subito un ruolo da grande protagonista nonostante gli infortuni (prima all'alluce poi alla caviglia). GARA1.IL COLPO? -«Partiamo con lo svantaggio del campo - prosegue Danilo - dobbiamo vincerne una là, oltre alle tre in casa per passare il turno. Il colpo in gara 1 ? Certo ci proveremo subito, dovremo giocare molto bene, i Thunder sono pericolosi non soltanto nel quintetto, hanno anche una panchina lunga». Sempre domani, qualche ora prima di Gallinari, in quello che è il palcoscenico più luminoso della Nba, lo Staples Center di Los Angeles, davanti alla solita mezza Hollywood, con le telecamere della ABC, scenderà in campo Marco Belinelli con New Orleans nell'improba sfida contro i campioni in carica dei Lakers. Due italiani nei play off, la prima volta. IO E BELINELLI - «Ci siamo sentiti per telefono io e Marco - ha detto ancora Gallinari - ci siamo fatti gli in bocca al lupo reciproci. Certo che non sarà facile per il Beli contro Bryant...». Arrabbiato com'è, Kobe (ha fatto ricorso, la multa da 100.000 dollari non l'ha digerita) sarà davvero diffide da fermare, anche perchè nel mirino ha il sesto anello, eguaglierebbe Michael Jordan. «Per me i Lakers rimangono i favoriti per il successo finale - conclude il Gallo - L'MVP? Derrick Rose, lo conosco bene gli auguro di andare avanti così e fino in fondo»

Tratto da "Corriere dello Sport" del 16 Aprile 2011.

mercoledì 23 marzo 2011

Gallinari: "Vedo solo azzurro"

«La differenza tra New York e Denver? E come passare da Milano a Graffignana, il mio paese. Più piccola, più tranquilla, meno gente, meno casino. È ovviamente diversa, si sta bene, ma la pressione è sempre la stessa, perchè qui sono abituati a vincere: sono anni che vanno nei play off e dopo questo cambio gli obiettivi non sono mutati». Se a New York l'amore tra Anthony e i Knicks sta accusando i primi malumori, Danilo Gallinari è contento della sua nuova maglia, perchè i Nuggets, nonostante gli ultimi due passi falsi ma in trasferta e sui campi di Orlando e Miami, sono quinti nella Western Division con 41 vittorie; mentre dall'altra parte degli States, New York soffre, è 7a nella Eastern con 35 successi. «Qui è andato tutto bene subito -spiega il Gallo - c'è stata per noi che «Il problema all'alluce continua, terminata la stagione dovrò riposare Ma l'Italia non si tocca: agli Europei io ci sarò» venivamo da New York una super accoglienza e io mi sono sentito immediatamente come se fossi a casa. Mi trovo molto bene, con l'allenatore, lo staff, i compagni di squadra. Le cose hanno funzionato fin dal primo istante, speriamo di continuare in questo modo. L'addio a New York? Sono sempre stato tranquillo. Fa parte del gioco, nessun problema per me, questo è il business, ma io sono ancora in contatto con qualche giocatore, i fisioterapisti e un po' di persone che lavorano in società». Non è stato però aiutato il Gallo nel suo "trasloco": due partite con Denver (la seconda da 30 punti), poi l'infortunio all'alluce che l'ha bloccato per tre settimane e solo venerdì scorso è rientrato in campo. NAZIONALE - «Adesso sto bene - spiega - anche se fino al termine del campionato non sarò mai al cento per cento, mi dovrò portare dietro questo fastidio se voglio giocare. Per rimettermi completamente devo aspettare la conclusione della stagione, poi mi serve solo del riposo». New York, Denver, poi l'infortunio: cambiamenti e imprevisti che possono influire sui programmi estivi? «Assolutamente no - ecco la risposta che tutti aspettavano - la Nazionale non si tocca. Quest'anno ci sono gli Europei, ci sarò e credo che ci saremo tutti e tre, io Belinelli e Bargnani. Anzi, sono già carico all'idea di indossare la maglia azzurra per un avvenimento così importante, non vedo l'ora di cominciare». MEGLIO DENVER? - Prima però ci sono i play off con Denver: se la stagione finisse adesso si comincerebbe con con Oklahoma City, tra l'altro battuta domenica da Bargnani che Gallinari ha affrontato in nottata, sede inedita per un derby italiano. «Ci aspettano quattro partite in casa consecutive - ha detto Danilo alla vigilia del match con Toronto - dobbiamo arrivare ai play off e poi cercare di ottenere il massimo in post season. Da parte mia cercherò di dare sempre il meglio. Fino ad ora per me è stata un'ottima annata, voglio continuare su questi livelli». Squadra, ambiente, obiettivi e classifica: Denver sembra avere proprio tutto per essere meglio di New York...  Manca l'atmosfera italiana della Big Apple? «Noi italiani arriviamo sempre dappertutto - conclude Danilo - e anche a Denver ne ho incontrati: ovviamente meno, ma ce ne sono anche qui e siamo già entrati in contatto»

Tratto da "Corriere dello Sport" del 22 Marzo 2011.

venerdì 18 febbraio 2011

Ogni sogno dipende dal sì di Gallinari

L'arrivo di Pianigiani in Fip ha portato non solo una nuova filosofia cestistica, ma anche una mentalità più moderna ed attenta a tutto ciò che serve ad una Nazionale per dare il meglio. Il ct la scorsa estate ha costruito un gruppo vero, dove anche le star Bargnani e Belinelli hanno mostrato umiltà e attaccamento all'azzurro. In Lituania questo gran lavoro deve regalare i suoi frutti in in Europeo difficile, eppure, allo stesso  tempo, alla portata di una squadra che potrà schierare tre giocatori della NBA. E qui sta il punto. Perchè, sperando di aver capito male, non vorremmo che dietro le parole di ieri («ci aspettiamo che ci siano tutti e tre», «siamo fiduciosi») si celi il dubbio di vedere davvero Gallinari in Lituania. Danilo sta facendo mirabilie a New York, ha risolto i suoi problemi alla schiena, è attualmente una delle ali più apprezzate nella NBA e sarà determinante per dar corpo ai sogni dell'Italia. Per il bene di tutti sarebbe opportuno evitare di portare questa situazione di incertezza sino a giugno. Ma il Gallo è un ragazzo eccezionale, vedrete che sarà lui a dire al più presto sì.

Trafiletto tratto da "Corriere dello Sport" Ed. Nazionale, pag. 23 del 18 Febbraio 2011.

lunedì 3 gennaio 2011

Il Gallo si infortuna

WASHINGTON - Vittoria dei Knicks 98-92 contro Indiana Gallinari, 19 punti, si è infortunato negli spogliatoi a 613" dalla fine per una distorsione al ginocchio sinistro che potrebbe lasciarlo fermo almeno una settimana.

giovedì 30 dicembre 2010

Gallinari, New York e l'Italia «Voglio play off ed Europei»

 La star italiana del New York Knicks si confessa: l'amore, il calcio, la Nazionale «Innamorato sì ma solo del Milan» «i Hanno scritto che sto con l' attrice Trachtenberg ma non è vero nulla». Però lo dice sorridendo... «Il mio obiettivo i play off e giocare gli Europei» Solo perchè una ragazza viene a vedere una gara indossando la mia maglia diventa la mia fidanzata? Mi farebbe piacere poter condividere con gli atri azzurri l'esperienza europea.
Cassano rossonero può diventare un n.1.
MIAMI - Sta segnando più punti, 15,4 a partita contro i 13,3 in carriera, ed è tra i top ten in tre graduatorie: percentuale dalla lunetta con l'88,4%, tiri da tre realizzati 61 (ottavo in entrambe le classifiche) ed è anche il sesto giocatore della NBA ad aver tirato di più oltre la linea dei tre punti. Ma, al di là dei numeri, Danilo Gallinari è soprattutto una pedina insostituibile dei "nuovi" Knicks che, dopo una partenza difficile, sono entrati in zona play ofi sperando di restarci fino alla fine. A soli 22 anni il Gallo si è già messo in tasca la Grande Mela. E se l'anno che sta per andarsene l'ha fatto felice, da quello che arriva si aspetta ancora di più. «Sono stati dodici mesi ottimi - racconta - non mi posso lamentare, però spero proprio che il 2011 mi possa dare ancora più soddisfazioni. Soprattutto voglio ottenere dei bei risultati con la squadra, è questo l'obiettivo primario. Vogliamo raggiungere i traguardi che ci siamo preposti, che poi sono i play off e naturalmente spero di poter stare sempre bene, fisicamente». Già, perchè non si può dimenticare il primo anno, perso quasi completamente per i guai alla schiena; poi, una volta ritrovata la perfetta condizione fisica, Danilo ha fatto innamorare i tifosi di New York, a cominciare da Spike Lee, il "regista-ultra' che era anche a Miami martedì   sera e non  è stato seduto un momento durante l'incredibile rimonta da -22 che ha fatto sognare New York. Un sogno svanito negli ultimi secondi, ma che ha dimostrato ancora una volta il valore della squadra della Grande Mela e il continuo prezioso contribuito dell'azzurro. «Voglio essere sempre più utile alla squadra, è questo il mio impegno costante, in ogni partita: solo così si può crescere».
OBIETTIVO EUROPEI .- Anche se ogni settimana saltano fuori le voci di un possibile arrivo di Carmelo Anthohy in cambio di Gallinari... «A me tutto questo mi  dà fastidio meno di zero. È qualcosa che non posso controllare. Io devo solo pensare ad allenarmi, a giocare bene con i Knicks, poi quello che succede fuori, quello che dicono e scrivono sinceramente non mi interessa». Eppure il futuro prossimo di Gallinari non sono solo i play off con New York, un po' più in là c'è un appuntamento che non vuole assolutamente perdere. «Ci punto tantissimo a giocare i prossimi Europei in Lituania con la Nazionale - dice con entusiasmo - sono tanti anni che non faccio parte del gruppo a causa degli infortuni, ecco perchè davvero mi piacerebbe esserci e condivedere con gli altri ragazzi le vittorie e l'esperienza di un campionato europeo». SEMPRE SCAPOLO? - Knicks, Nazionale, ma non solo. Il Gallo è un grande tifoso del Milan, segue tutto anche a distanza e dai rossoneri si aspetta lo scudetto, soprattutto ora che è arrivato Cassano: «Con l'infortunio di Pirlo c'è la possibilità che Cassano giochi, credo che abbia le qualità per inserirsi negli schemi di Allegri ed essere uno dei più forti giocatori al mondo. Gli auguro il meglio, per lui e per il Milan». Il Basket in  USA non è come il calcio in Italia, non si ferma mai, però Gallinari, a differenza di Belinelli per esempio, che giocherà anche domani, chiuderà stanotte a Orlando il suo 2010 in campo, ultimo appuntamento per chi, secondo il New York Post, era uno degli scapoli più ambiti della "Big Apple": era e forse adesso non lo è più, dopo le insistenti voci di un flirt con la bella attrice Michelle Trachtenberg... «Solo perchè una ragazza viene a vedere una partita indossando la mia divisa diventa la mia fidanzata? Davvero non credevo funzionasse cosi.. Insomma l'hanno scritto ma non è vero niente». Allora ancora scapolo? «Scapolissimo». Lo dice con un sorriso: gli crediamo?
MIAMI - Terza sconfitta consecutiva dei Lakers, messi sotto anche a San Antonio dagli Spurs, leader della Western Conference. Un'altra batosta per i campioni in carica, con Kobe Bryant che dopo aver attaccato i compagni di squadra a parole, subito dopo il ko interno con Miami, questa volta li ha ignorati, ma in campo. L'irascibile Black Mamba ha chiuso con 21 punti, con uno sconcertante 8/27, poco più del 29%, sbagliando addirittura 13 tiri consecutivi. Brown, il secondo giocatore dei Lakers ad avere tentato maggiormente le conclusioni ha però fatto molto peggio: 1/11. Sempre in Texas, ma a Dallas è invece arrivata una sorpresa: senza l'infortunato Bargnani, Toronto infat- ti è riusucita a passare sul campo dei Mavs, a loro volta privi di Nowitzki. Miglior realizzatore di martedì è stato Wade con 40 punti che ha guidato Miami alla 15a vittoria nelle ultime 16 partite, ma gli Heat dopo essere stati avanti anche di 22 punti, hanno permesso a New York (Galli-nari 13 punti) di arrivare fino al -3 nelle battute finali. (rozlecp) Risultati: Cleveland-Orlando 95-110 (Jamison 21, Arenas 22); Indiana-Boston 83-95 (Rush 17, Pierce 21); Miami-New York 106-98 (Wade 40, Stoudemìre 30); Chicago-Milwaukee 90-77 (Boozer e Deng 24, Salmons 18): Dallas-Toronto 76-84 (Terry 18. Davis 17); San Antonio-LA Lakers 97-82 (Parker 23, Bryant 21 ); Denver-Portland 95-77 (Billups 18, Aldridge 18). Sta viaggiando alla media di 15,4 punti (Reuters)

Articolo da "Corriere dello Sport - Ed. Nazionale, pag. 1.17 del 30 Dicembre 2010"

giovedì 28 ottobre 2010

«lo sono abituato a vincere, è ora che lo faccia anche qui»

Danilo faccia d'angelo. Ha il fisico, il sorriso ammaliante e una innata capacità di risultare simpatico: sarebbe perfetto per intepretare un nuovo protagonista di Romanzo Criminale in televisione. «E' la serie che preferisco. Per me il numero uno è il Dandi: mi piace perchè viene sempre preso in giro per il suo guardaroba firmato e perchè ascolta certa disco music». Ma poi, riflettendoci, Gallinari ha troppo la faccia del bravo ragazzo. Tanto da indurrea pensare che in vita sua non sia mai stato capace di una cattiva azione... «Ah no, se si parla di scherzi, anche cattivi, ne ho fatti tanti. Però la cosa peggiore che ho combinato in vita mia è stata in terza elementare: ero bravo, ma per un periodo mi ero messo in testa che non volevo più studiare. Poveri i miei genitori!». VOCI - Il Gallo ride, gettandosi alle spalle sia le preoccupazioni per il polso destro che lo ha tenuto fermo nelle ultime gare di pre-season («sto meglio, a Toronto per la gara d'apertura dovrei giocare»), sia le voci di una sua possibile cessione per poter mettere le mani su Carmelo Anthony. «Sono voci che si sentono in giro, ma nulla di cui preoccuparsi. Perchè sono così sicuro che resterò a New York? Perchè me lo hanno detto sia D'Antoni (il suo coach, ndr), che il presidente e il mio agente». Quello che sta per iniziare è l'anno che, nonostante tutto, potrebbe definitivamente incoronare il Gallo come una delle migliori ali della NBA. Ecco perchè D'Antoni ha iniziato a pungolarlo sin dalla prime amichevoli: gli chiede di fare la voce grossa in campo, gli chiede di essere il leader dei nuovi Knicks. «Obiettivi? Ne ho tanti, ma molti riguardano la squadra. Innanzitutto mi auguro un campionato migliore dell'ultimo (.e fin qui ci vorrà poco, visto che New York era pres-socchè inguardabile la passata stagione, e certo non per colpa di D'Antoni, ndr). Stavolta questo è un gruppo vero, e lo dimostrerà". E' arrivato il califfo Stoudemire, Felton sarà il nuovo play. Il sogno James è ormai un lontanissimo ricordo. «Di diverso rispetto al passato c'è l'atteggiamento - spiega Danilo, ala di 22 anni, considerato uno degli scapoli d'oro della Grande Mela -: è sempre positivo da parte dell'intera squadra, che lavora assieme per costruire qualcosa di buono. E poi ci divertiamo a stare assieme, anche fuori dal campo, il che è importantissimo. Touriaf e Stoudemire sono due bravissimi ragazzi, simpatici e belli carichi sin dal primo giorno: stare con loro,uscire con loro, è sempre divertente».
CAMBIAMENTI - New York è cambiata, Gallinari no. E' sempre la stessa persona spontanea e disponibile che ha fatto impazzire i tifosi milanesi prima del grande salto nella NBA. Quegli stessi tifosi che, in occasione della recente amichevole al Forum, gli hanno tributato un'ovazione incredibile. «Sinceramente non mi sento cambiato. Magari ho più esperienza, ma sono sempre lo stesso ragazzo di prima. Quell'accoglienza? Forse è per quello che sono stato in campo e fuori a Milano: ho sempre voluto stare vicino ai tifosi, mi piaceva avere un rapporto continuo con la curva». Però le responsabilità e le aspettative nei suoi confronti sono ben diverse ora a New York. «Mi auguro solo di iniziare a vincere. Sono sempre stato abituato a vincere. I compagni mi hanno accolto bene, ma nel nostro gruppo in tanti hanno le qualità per essere dei leader. E sì, sinceramente, tutti hanno carattere».

Estratto dal "Corriere dello Sport - Ed. Nazionale", pag.22 del 26 Ottobre 2010.

mercoledì 16 giugno 2010

T-Mac lancia Gallinari: «Che carattere!»

Cosa può dire di Danilo Gallinari e Mike D'Antoni?
«Il Gallo è uno che lavora duro, che in partita si impegna e che vuole arrivare. E' un buon giocatore e può migliorare tanto. Mi piace il suo spirito di sacrificio. Con coach D'Antoni mi sono trovato bene. Il suo sistema offensivo è molto interessante.
Purtroppo non l'ho conosciuto al di fuori del campo ma mi sembra una persona in gamba».

Estratto da Corriere dello Sport, Ed. Nazionale pag. 32 del 16 Giugno 2010.

martedì 4 maggio 2010

Gallinari verso il sì alla Nazionale

Tratto da Il Corriere dello Sport, ed. Nazionale, pag.21 del 04 Maggio 2010.

ROMA - (a.b.) Nella tarda serata di ieri si sono incontrati a Milano Danilo Gallinari, il ct azzurro Simone Pianigiani e il presidente della Fip Dino Meneghin.
Nel corso di una cena in un noto ristorante della metropoli lombarda, l'asso dei Knicks ha comunicato la sua decisione sulla sua presenza alle qualificazioni europee di agosto. Stando la disponibilità assoluta della Federazione a venire incontro alle sue esigenze, il Gallo (a meno di clamorose sorprese) dovrebbe aver detto si.
Intanto giovedì a Bologna, Belinelli, guardia di Toronto, annuncerà ufficialmente il suo sì alla azionale, come già fatto da Bargnani.