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venerdì 13 gennaio 2012

Gallinari: rumors di prolungamento del contratto

Negoziati riguardo ad un prolungamento di contratto sono in corso tra Danilo Gallinari e gli agenti dei Nuggets, secondo fonti vicine alla situazione. 25 gennaio è il termine per tali estensioni e Gallinari si è unito al giocatore dell' Oklahoma City Russell Westbrook, a Kevin Love dei Minnesota e Nicolas Batum di Portland in cima alla lista dei giocatori che sperano di unirsi a Derrick di Chicago Rose a ricevere un nuovo contratto prima che suona il cicalino. Rose è l'unico giocatore arrivato in NBA nel 2008 che ha in progetto un prolungamento. Secondo le attuali previsioni della lega è che solo un paio di giocatori del draft 2008 vengano considerati effettivamente per un'estensione nei prossimi giorni, le squadre non devono necessariamente accelerare sapendo che tutti diventeranno free agent dal 1 ° luglio senza estensione, purché ricevano un'offerta entro il 30 giugno. Altri nomi in evidenza della classe del 2008 sono Michael Beasley (Minnesota), OJ Mayo (Memphis), Eric Gordon (New Orleans), DJ Augustin (Charlotte), Brook Lopez (New Jersey),Roy Hibbert (Indiana), JaVale McGee (Washington) e Ryan Anderson (Orlando). Gallinari ha iniziato la stagione lentamente, in media solo 12,3 punti in 34,1 riprese per cento a Denver primi quattro giochi, ma ora è leader con un media di 17,2 punti a partita. Ma resta da vedere se Denver, fresco di riconferma da parte di Nene e Arron Afflalo il mese scorso, sia disposta a fare un altro accordo importante adesso o chiedere all' italiano di aspettare. Da ESPN.com True Hoops

sabato 3 dicembre 2011

NBA: il commiato di Gallinari: tifosi tutti per lui

Gallo, grazie di esiste, è solo uno dei tanti striscioni che campeggiavano in un Forum di Assago che ha saputo sostenere l’Armani Milano nel migliore dei modi: la sfida di Eurolega contro il Real Madrid è finita male perché gli uomini di Sergio Scariolo, con la sconfitta, hanno un piede e messo fuori dalla competizione europea. Per passare, ora servirebbe un miracolo fatto di perfezione (che l’Armani deve vincere sempre) e fortuna (si devono poi verificare, sugli altri campi, risultati a sorpresa). Eppure, a prescindere dal 65-72 finale, quella di ieri è staat la notte di Danilo Gallinari che ha raccolto l’abbraccio avvolgente di una tifoseria legatissima all’Nba player. Che il Gallo fosse teso ed emozionato, lo si è capito dopo pochi minuti di gioco, quando ci si è resi conto del fatto che il cestista di Denver ha optato per una gara di agonismo e furia impulsiva: non è sembrato lucido come nelle migliori occasioni e – vedi in occasione dei tiri liberi – ha faticato a risolvere situazioni che in altri momenti sarebbero state pane per i suoi denti. Nonostante ciò, al pubblico di Assago è bastato anche incoraggiarlo a prescindere: in tal senso si va a spiegare la gioia esternata dall’intero palazzetto quando, e si era già nell’ultimo quarto della gara, il Gallo infila una tripla. Chiude con tredici punti e un biglietto per Denver già in tasca. Milano e la sua tifoseria lo hanno osannato e – senza ombra di dubbio – ne seguiranno le gesta d’oltreoceano. E lui, il Gallo, lo sa bene: che di tifosi – nel capoluogo lombardo – ne ha a migliaia. via pallarancione.com

mercoledì 27 aprile 2011

Gallinari: notte da leader

«Ci vediamo presto», dice ai tifosi di Denver, dopo aver contribuito a fermare la corsa di Oklahoma City: i Thunder ora comandano 3-1, ma i Nuggets ci credono. Ci crede anche il Gallo, che alla prima esperienza nelle finali Nba, a 22 anni, comincia ad entrare nei clima playoff. In gara 4, l'ex giocatore di Milano dà spettacolo: segna 18 punti, conditi da 6 rimbalzi e 4 assist. Per uno che nelle prime tre gare ne aveva messi a segno in tutto 13, non male. «SO CHE devo essere più aggressivo, so che devo cercare di giocare in questo modo il più a lungo possibile», dice Gallinari, che dopo l'intervallo ha cambiato pelle: ha attaccato il ferro con regolarità e nella metà campo difensiva ha fat- to il proprio dovere contro Kevin Durant: all'inizio dell'ultimo quarto, con la collaborazione di Lawson ha strappato il pallone alia superstar dei Thunder, autore di 31 punti, e ha arringato la folla. Poco dopo, ha messo a segno una tripla di platino e si è rivolto nuovamente verso i suoi tifosi per certificare la vittoria con un gesto eloquente: «E' finita». «Molto dipende dalia sicurezza e dalia convinzione. Ci sono alcuni momenti, nel corso di una partita, in cui si perde un po' di 'confidence'. Bisogna essere solidi e trovare io spirito giusto per tutti i 48 minuti di gioco», ha commentato alia fine il Gallo. I TIFOSI hanno rivisto il giocatore che aveva destato un'ottima impressione sin dalie prime appari- zioni con la maglia di Denver. La stampa locale, a cominciare dai Denver Post, ha esaltato la prestazione eccellente che può trasformarsi in una provvidenziale iniezione di fiducia. Il risveglio del 'Gallo', ovviamente, e' stato accolto con entusiasmo soprattutto nello spogliatoio dei Nuggets. «Ha infilato un tiro, la fiducia a questi livelli è tutto -ha commentato Ar-ron Afflalo. Danilo e' giovane, sta giocando i playoff per la prima volta. Per lui e' stato importante vedere il pallone nei canestro». Nei Nuggets grande serata per anche per Lawson (27 punti).

Articolo tratto da "Il Resto del Carlino" del 27 Aprile 2011.

mercoledì 2 marzo 2011

Microfrattura all'alluce: Danilo Gallinari finisce KO

Nemmeno l'aria frizzantina che si respira all'alba a Denver, con lo sguardo abbagliato dalla bellezza del sorgere del sole attraverso le vette innevate delle Montagne Rocciose, è servita a scongiurare l'ennesimo infortunio occorso a Danilo Gallinari. Il nuovo numero 8 dei Nuggets, a causa di un pestone rimediato nel finale della sfida persa ai supplementari contro i Portland Blazers, nella quale ha collezionato ben 30 punti e 9 rimbalzi, si è procurato una microfrattura all'alluce del piede sinistro che lo terrà lontano dal parquet per un tempo stimato tra i sette e i dieci giorni. Nella notte di ieri Gallinari si è così presentato in borghese al "Pepsi Center", dove ha assistito alla vittoria dei suoi compagni sugli Atlanta Hawks per 100-90. Gli esami effettuati lunedi hanno escluso una più complicata frattura complessa e permettono di fissare per il 10 marzo a Phoenix contro i Suns la data del probabile ritorno, mentre coach George Karl si lascia andare a un primo paragone: «Più che Nowitzki mi ricorda Detlef Schrempf. Danilo è un giocatore completo, non solo un ottimo tiratore: sa trattare bene la palla, penetrare con aggressività e farsi sentire in difesa. A Denver farà benissimo».

Da "Il Cittadino", del 2 Marzo 2011.

mercoledì 23 febbraio 2011

A Denver può diventare un "uomo franchigia" ma perde tanta visibilità

Dopo sette mesi di "rumors" e smentite la "Melo-novela" è arrivata alla conclusione forse più attesa dal mercato dell'Nba e da tanti, un pezzo di stampa compresa, dalle parti di New York. Sicuramente la meno gradita da parte dei tifosi lodigiani e probabilmente dallo stesso Danilo Gallinari che non potrà finire la terza stagione nei Knicks. Dalla "Big Apple " a Denver e 'è un mondo di differenza. Dalla grande città di più di otto milioni di abitanti, la capitale del mondo economico e finanziario, alla "Mile High City", la capitale del Colorado situata nelle pianure a est delle Montagne Rocciose, media provincia americana di quasi seicentomila abitanti, c'è una notevole diversità a livello di visibilità. È comprensibile che Carmelo Anthony volesse tornare a giocare nella città dove è nato e che i Nuggets cercassero di ricavare il massimo possibile dalla maxi "trade"perfezionata ieri per non trovarsi la prossima estate con un pugno di mosche in mano, sul copione della storia tra Cleveland e Le-bron James, quando la 24enne ala newyorkese sarebbe diventata "free agent". In questi scambi ì giocatori nulla possono eccepire, le regole Nba sono chiare: Danilo stava benissimo a New York, città ideale tra l'altro per la sua attività di testimonial di Giorgio Armani, ma non poteva rifiutarsi dì prendere l'aereo privato spedito dai Nuggets al Jfk e trasferirsi nel Colorado dove ci sono un ambiente e un panorama molto differenti, per quanto ameni e suggestivi. Anche questo è un aspetto da valutare in abbinata al fattore tecnico. Per Danilo un trasferimento che lo possa trasformare in un "giocatore franchìgia" sarebbe un passo avanti dal punto dì vista professionale. Diventare un elemento chiave della squadra non può che far risaltare il suo enorme talento. Solo che a Denver viaggia insieme a Raymond Felton, che non ha certo Danilo fra isuoi terminali di passaggio preferiti, e trova Al Harrington, la scorsa stagione compagno di squadra ai Knicks, il quale non annoverava il campione lodigiano alla fine delle proprie linee degli assist. La dirigenza di Denver ha rassicurato Danilo circa impiego e ruolo: capiremo presto come la pensa coach George Karl. Considerando che il passaggio ai Nuggets potrebbe essere transitorio (il mercato chiude domani alle 21 italiane) ci sono due possibilità intriganti per Danilo che si vocifera parte di una immediata nuova "trade" del club del Colorado alla ricerca di "scelte"del draft. Un'opportunità interessante riguarda un eventuale passaggio ai Clippers dove con Baron Davies e il fantasmagorico Blake Gnffìn sarebbe il terzo vertice dì un triangolo mica male anche in prospettiva futura. Los Angeles poi dal punto di vista della visibilità non è certo inferiore a New York. Ci sono anche i Nets nella possibile lista di attesa. Valido di sicuro l'inserimento di Danilo nella franchigia del New Jersey, pronta a trasferirsi a Brooklyn nel 2012: sarebbe un pronto "ritorno a casa ". Il preferito dagli appassionati lodigiani al momento impegnati a capire che rotta seguire per volare a Denver. «Mi dispiace un po' - il commento a caldo di "Danny boy" -: lascio una città speciale per tanti motivi, ma questo fa parte del gioco e va bene così, insomma»

Da "Il Cittadino" del 23 Febbraio 2011