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giovedì 16 febbraio 2012

Federico sulle orme di Danilo: continua la "saga" dei Gallinar

Le tracce da seguire sono larghe e ben delineate, il Dna è piuttosto marcato, i modelli da prendere ad esempio sono molto precisi e decisamente familiari. Eppure Federico Gallinari, il secondogenito di Vittorio, supercampione dell'Olimpia Milano anni 80 (con puntate a Bologna e Verona), e fratello minore di Danilo, attuale superstar dei Denver Nuggets, pur non dimenticando il ruolo e l'importanza di papà e fratello, comincia a muovere in autonomia i primi passi nel basket che conta. Lo dimostra la convocazione nella rappresentativa regionale dell'annata 1997 guidata da Marco Gandini per l'amichevole di domenica al "PalaCube" di Cameri contro i pari età del Piemonte. È la prima tappa di avvicinamento al "Trofeo delle Regioni" in programma a Porto Sant'Elpidio dal 3 all'8 aprile. Oltre che da Federico Gallinari,impegnato durante la stagione con le under 15 e 17 dell'Assigeco, il Lodigiano è ben rappresentato con la presenza della preparatrice atletica Micaela Bottagisio. Non è la prima volta che "Gallo" junior finisce sotto i riflettori dopo le convocazioni al "Trofeo Bulgheroni", nella selezione interprovinciale e alla puntata al torneo di livello nazionale "Impariamo insieme" dell'aprile dell'anno scorso a Montecatini. «Sono molto contento di questa chiamata, così come il papà che si raccomanda di prenderla come un ulteriore stimolo a migliorare - racconta il 14enne Federico, che divide il doppio impegno nelle giovanili dell'Assigeco con l'impegno del primo anno all'Itis Volta di Lodi -. Danilo? Sarà felice pure lui, ma non l'ho ancora sentito. La scuola? La trovo molto interessante, mi impegno tanto riuscendo a gestire lo studio con allenamenti e partite di basket. Con L'Under 15 dell'Assigeco siamo terz'ultimi ma possiamo crescere, mentre andiamo bene con l'Under 17 {dove gioca l'altro prospetto rossoblu Giga Janelidze, nda) visto che ci giochiamo il secondo posto e il passaggio al turno successivo del campionato». Il basket è davvero passione congenita nella famiglia Gallinari... «E uno sport bellissimo, mi piace giocare e vedere la pallacanestro: starei sul campo tutti i giorni - confida il "baby Gallo", che arriva già a un metro e 90-. Il cognome importante? Non ci penso, io mi concentro a giocare come so e come posso, cercando di perfezionare le mie capacità, lasciando agli altri eventuali giudizi». Adesso che sei cresciuto comincia a diventare serrata la competizione per la palma del migliore della famiglia: classiifcando papà Vittorio al terzo posto, chi è più forte tra te e Danilo? «Si, papà lo mettiamo al terzo posto - Federico ride di gusto -. Tra me e "Dani" il più forte è lui, per ora: in futuro vedremo...». C'è molta complicità e affetto tra i due fratelli, per nulla scalfita dalla distanza che separa Lodi da Denver. «Beh, in effetti mi manca parecchio non avere qui Danilo, però lo sento spesso: per le feste di Natale siamo stati tutti a trovarlo in Colorado, così ho avuto la possibilità di vederlo dal vivo: mi diverto e intanto osservo lui e gli altri giocatori Nba per imparare cose nuove. La mamma? Mi incoraggia sempre e pure lei mi manca (Marilisa è rimasta a Denver con Danilo, nda) anche se mi mette una pressione enorme per farsi chiamare spesso. Meno male che c'è Skype, se no sarebbe un bel casino». Danilo a parte, chi ti piace dell'Nba? «Il mio preferito è Kevin Durant, però ora seguo con attenzione le prove del "rookie" Lin dei Knicks (una novità per tutti, nda) - conclude il più giovane dei Gallinari, che non si perde le news e ha già le idee chiare sugli States -. Denver è ottima, come squadra, come città sicuramente scelgo New York». Da "Il Cittadino" - Quotidiano locale Lodi, pag. 38 del 16 Febbraio 2012.

mercoledì 8 febbraio 2012

Il Gallo fa"crac", All Star Game a rischio

Danilo Gallinari ha fatto "crack" e rischia di veder sfumare il sogno di calcare il parquet dell'Ali Star Game del prossimo 26 febbraio. Nella gara casalinga persa dai Denver Nuggets contro gli Houston Rockets (99-90, terza sconfitta di fila che significa scivolone al quarto posto a ovest) il "Gallo" ha infatti rimediato una distorsione alla caviglia sinistra con microfrattura al piede. A 9'38" dal termine del terzo quarto, sul punteggio di 49-47 per gli ospiti, la stella di Graffignana - che nel frattempo aveva già collezionato 14 punti con un 4/7 da due, 0/2 da tre e 6/7 dalla lunetta, oltre a 2 rimbalzi e 1 assist in 20' di gioco - ha visto il suo piede mancino calpestato fortuitamente dall'ala avversaria Chandler Parsons, mentre lo stava battendo in un "uno contro uno" centrale, e la sua caviglia girarsi malamente, costringendolo così ad abbandonare la gara e a uscire con le stampelle dal "Pepsi Center". «Sono nervoso e arrabbiato perché credo che mi toccherà stare fermo per un po'», è il commento a caldo rilasciato ai microfoni della Nba dal lodigiano al termine della gara. «Volevo continuare a giocare per vincere la partita - ha proseguito -, per la squadra sarebbe stato molto importante, ma mi auguro comunque di tornare il prima possibile». Per ora non è possibile fare previsioni sull'effettiva entità dell'infortunio e sui tempi di recupero.. Le radiografie effettuate nella notte hanno dato i primissimi riscontri, ma per la prognosi definitiva bisognerà attendere il referto del medico specialista dei Nuggets per il risultato della tac e degli ulteriori accertamenti cui si è sottoposto presso l'ospedale di Denver nella mattinata americana di ieri. Esami, una tac e una risonanza magnetica, che avevano indotto a un maggior ottimismo Danilo Gallinari, che si era lasciato andare a qualche commento in tal senso su Twitter. «In effetti il tecnico che ha fatto la risonanza magnetica gli ha detto che la frattura al piede sembrava meno grave di quanto si potesse immaginare - spiega papà Vittorio, in contatto telefonico col figlio dall'Italia -ma per la diagnosi bisogna aspettare il referto dello specialista». L'infortunio del "Gallo" si inserisce in una lista davvero senza fine di atleti costretti a uno stop non certo desiderato in questa stagione Nba supercompressa. Guardando solo in casa Nuggets, lo "starting five" risulta essere fermo ai box addirittura per quattro quinti (oltre a Danilo si sono fermati anche Nene, Afflalo e Mozgov), mentre attualmente l'intera "injured list" della lega conta l'impressionante cifra di 62 atleti, tra cui spiccano Andrea Bargnani, Derrik Rose, Chaucey Billups, Carmelo Anthony, Jason Kidd e altri nomi illustri. Le 66 gare concentrate dal 25 di-cembre al 26 aprile (più di una partita ogni due giorni di media!) causa "lockout" stanno costando davvero moltissimo alle squadre e soprattutto alla salute e alla forma dei giocatori, impossibilitati a trovare tempo per gli allenamenti, fra trasferte da una parte all'altra degli States e i troppi incontri. Basti pensare che la squadra dei Nuggets ha disputato cinque match negli ultimi sette giorni, con voli che l'hanno condotta da Memphis a Los Angeles, fino a Portland, passando ovviamente per il Colorado. E, oltre il danno, la beffa: l'infortunio appena occorso potrebbe costare a "Danny boy" il posto in panchina per l'Ali Star Game di Orlando: «È un vero peccato - commenta Vittorio Gallinari -giovedì (domani, ndr) verranno rivelati i giocatori scelti dai coach e l'orientamento prevalente fino alla scorsa serata vedeva la convocazione sicura di Danilo. Se, però, non fosse disponibile per il 26 di febbraio difficilmente lo sceglieranno». Rimandando così il suo sogno alla prossima stagione. Da "Il Cittadino" dell' 8 Febbraio 2012.

giovedì 26 gennaio 2012

GALLINARI, L'UOMO DA 42 MILIONI DI DOLLARI

È fatta! Nell'ultimo giorno disponibile Danilo Gallinari ha accettato l'offerta di prolungamento proposta dai Denver Nuggets e sottoscritto un contratto che lo legherà alla squadra del Colorado per le prossime quattro stagioni per una cifra complessiva di 42 milioni di dollari lordi (al cambio di ieri circa 32 milioni e 205mila euro, in pratica poco più di 8 milioni di euro all'anno) che fanno di lui senza ombra di dubbio il più ricco tra gli sportivi lodigiani. «È un accordo che ci soddisfa decisamente -ha commentato il esclusiva per il "Cittadino" Vittorio Gallinari, padre e agente italiano di Danilo che ha seguito da Lodi tutta la trattativa in contatto telefonico con Arnd Tellem -. Abbiamo fatto le 4 questa notte {tra martedì e mercoledì, ndr) per arrivare a chiudere la trattativa; poi in America è cominciato il lavoro per la stesura definitiva del nuovo contratto. Difficilmente i club propongono un'estensione, penso che quest'anno avverrà in quattro o cinque casi al massimo in tutta la Nba: questo significa che i Nuggets puntano moltissimo su Danilo e non vogliono rischiare di perderlo in estate. Tellem ci ha detto che se avessimo voluto aspettare magari sarebbe stato possibile avere un contratto anche più importante, ma già questa cifra ci sembra giusta». Se il 23enne feno- meno di Graffi-gnana non avesse firmato l'accordo entro le 19 newyorkesi di ieri (l'una di notte in Italia) quest'estate sarebbe diventato un "re-stricted free agent", ossia libero di trovarsi una squadra (ma i Nuggets avrebbero avuto il diritto di pareggiare qualsiasi offerta fatta da un altro team e riconfermarlo alle stesse condizioni). Questo scenario è stato però sventato dalla firma di ieri (avvenuta grazie a un giro di fax tra Denver, sede dei Nuggets dove Tellem ha stilato il contratto con i dirigenti del club, e Sacramento, dove il "Gallo" si era trasferito ieri per la partita di campionato disputata nella notte, e la sede della Nba) che tingerà di giallo-azzurro la sua maglia numero 8 fino a giugno 2016. A meno che ovviamente non ci scappi una nuova "trade" come quella che nel febbraio scorso ha portato il "Gallo" appunto a Denver come parziale contropartita del passaggio di Carmelo Anthony ai New York Knicks: «Ma è molto difficile - commenta Vittorio Gallinari -. È stato Danilo a scegliere di rimanere a Denver, lì sta bene e si sente valorizzato». Una stagione davvero brillante, coronata dalle ultime prestazioni eccezionali, ha sciolto tutte le riserve in capo al team all'ombra delle Montagne Rocciose, che ha deciso di puntare forte sul "Gallo" per rilanciare le proprie ambizioni. L'ottimo rapporto con il coach George Karl, che ha recentemente affermato che a brevissimo il lodigiano potrà diventare un "ali star" (perché non già ora? Aiutiamo Danilo a partecipare all'Ali Star Game di Orlando, votando per lui tutti i giorni: istruzioni su wwwilcitta-dino.it) ha fatto il resto e spianato le porte a "Danny boy" per il ruolo di uomo squadra. Firmato il primo contratto triennale nel 2008 con i New York Knicks a 2,6 milioni di dollari a stagione, Gallina-ri aveva poi ottenuto il prolungamento annuale previsto (la cosiddetta "qualifying offer") sulla scorta del quale ha potuto percepire attorno ai 4 milioni di bigliettoni nella stagione in corso. Ora lo stipendio è più che raddoppiato, fino ad arrivare a essere il "nugget" più pagato dopo il brasiliano Nené (13 milioni, ma il mercato dei centri, data la scarsezza nel ruolo, va considerato a parte). Gallinari si avvicina così al contratto sottoscritto con i Toronto Raptors da un altro italiano, Andrea Bargnani (9 milioni di dollari a salire fino a 12 nella stagione 2014/2015), staccando, invece Marco Belinelli, che sarà "free agent" in estate e attualmente si attesta poco sopra i 3 milioni annui. Peccato per l'Italia che il "Gallo" paghi le tasse sul proprio stipendio in America, in virtù dell'accordo internazionale che concede questa opzione per chi risiede negli States per più di 180 giorni all'anno. E "peccato" per Danilo che il presidente Usa Barack Obama abbia rilanciato proprio ieri la sua crociata per l'equità fiscale chiedendo un maggior prelievo fiscale (almeno il 30 per cento dello stipendio) su chi guadagna più di un milione di dollari l'anno. «L'importante è che non paghi le tasse due volte», chiude con una battuta papà Vittorio. Da "Il Cittadino" del 26 Gennaio 2012.

domenica 10 aprile 2011

Gallinari il regalo dell' Italia ai Nuggets

Un globo di spin di distanza, in una palestra febbrile a Firenze, Italia, grande uomo preparato per il grande gioco.Divertente, però, davvero non era troppo preoccupato per i giocatori avversari.
"Non abbiamo avuto paura per il team, ma di più l'allenatore", ha detto Vittorio Gallinari, che era un 6-foot-9 in avanti per la Knorr Bologna nel 1990."Siamo stati un po 'paura di tattica. Mi ricordo che eravamo forse pensando più l'allenatore che i giocatori".
L'allenatore è stato George Karl, il generale impetuoso mago-bambino da parte degli Stati Uniti, che in precedenza aveva allenato i Cavaliers ei Warriors.
Il  Real Madrid di Karl , squadra che perse quel giorno contro la squadra di  Gallinari 79-74 nella finale di Coppa dei Campioni.E ora, 21 anni dopo, l'allenatore che Gallinari  ha venerato è l'allenatore del figlio.
"Sto diventando vecchio, uomo," ha detto Karl con un sorriso ironico.
Karl vede analogie tra i Nuggets '6-foot-10 Danilo Gallinari a un giovane Dirk Nowitzki, i Mavericks' avanti di 7 piedi di all-star dalla Germania.Gallinari, 22 anni, ha forse il miglior futuro di uno dei  giovani Nuggets.
Il viaggio è iniziato di nuovo in una piccola cittadina agricola italiana quando il figlio di un ex giocatore di iniziare le riprese per i suoi sogni da tiro dopo il jumper.
"Ho giocato (professionalmente) per 19 anni in Italia", Vittorio Gallinari ha detto per telefono la scorsa settimana."Quando (Danilo) ha iniziato a giocare a basket quando era giovane, tutti dicevano che poteva avere il talento per raggiungere la NBA, quindi sono felice per lui perché il suo sogno si è avverato. La nostra famiglia è molto orgoglioso."
Gallinari, che era una media di 15,6 punti e 5,7 rimbalzi in 13 partite con i Nuggets che entrano Sabato, è uno dei tre italiani in NBA, insieme a 'Andrea Bargnani e gli Hornets' i Raptors Marco Belinelli.
Egli è da Graffignana, circa 2.000 abitanti.Come ha fatto un fiore in erba stella NBA da erbe selvatiche di una città fattoria?Beh, Father Knows Best.
"Lui mi diceva di divertirmi mentre giocavo a basket e di lavorare sodo, ogni volta -  praticare duramente , ogni volta," ha detto Gallinari di suo padre."Nessuno ti da niente per niente. Devi fare in  modo di guadagnarti  tutto. Guadagnalo attraverso l'allenamento.'Una parte del mio gioco. In futuro, non voglio guardare indietro e dire che non ho giocato duro , più forte che potevo. "
E 'un tratto che i tifosi dei Nuggets sono venuti ad ammirare.Qualunque cosa faccia Gallo , lo fa al 100% .
Morbido?Non quest' europeo
Certo, il ragazzo ha il talento simile a quello di Dirk. .Ma ha anche la durezza del padre.Suo padre, dopo tutto, è stato un auto-proclamato "effort player."Il che significa che aveva limitato talento offensivo, a differenza di suo figlio, ma avrebbe portato  a gomiti raschiati e a contusioni sul corpo.
Il mese scorso, Gallinari mancò ad alcune partite  a causa di un infortunio.Al suo ritorno, a Orlando, un giornalista ha detto Gallo, sembrava di giocare senza paura.Gallo lo bloccò  appena sentito il commento.
"Perché non dovrei?"», chiese, come se non vi fosse altro modo per rientrare in campo
Così spesso nella NBA, i giocatori europei sono classificati come "soft".E 'un marchio che Nowitzki ha combattuto, nonostante le sue innumerevoli presenze all-star.Quando Gallinari è arrivato a Denver dal Knicks come parte del pacchetto commerciale per Carmelo Anthony, i fan Nuggets non sapeva cosa aspettarsi, ma avevano un concetto che si adattava a  tale etichetta.
"E '10 volte più difficile di quanto pensavo fosse", ha detto  Scott

Coach dei Knicks Mike D'Antoni, all'estrema sinistra, parla con Vittorio Gallinari a Milano, Italia, lo scorso ottobre.(NBAE Nathaniel S. Butler, via Getty Images)
Hastings dell' emittente Altitude, un ex giocatore NBA."Mi ha spiazzato. Un allenatore avversario mi ha detto in privato, 'Gioca come se ci tenesse  davvero.'"
allenatori e scout NBA hanno preso atto del gioco in crescita del Gallo.
"L'anno scorso si pensava di essere solo un buon tiratore da  3-punti, sparatutto spot-up. Ma è ora aggiunto il palleggio al suo gioco. Ti fa sblianciare", ha detto  coach Scott Brooks dell' Oklahoma City , allenatore dell'anno NBA nel 2010."Il miglioramento che ha fatto negli ultimi anni dimostra che lui è un lavoratore, si preoccupa per il suo gioco e vuole migliorare. Sono stato un assistente con Denver, so chi sono i loro assistenti allenatori attuali, e quei ragazzi sono buoni. Tutti sviluppano i  ragazzi. Non prendono giorni di ferie ".
"Deve essere mentalmente pronti"
Nel 1990, il giovane Gallo perfezionato il suo tiro dolce nel campetto di casa, una rarità in una proprietà di Graffignana. Era evidente che avevail tocco di  un tiratore.
"Si poteva vedere anche quando aveva 10 anni", disse il padre."Ha sempre giocato con i compagni più anziani. All'età di 14, 15, abbiamo realizzato  che per farlo crescere e migliorare, si sarebbe dovuti  passare al basket professionale A quel tempo, molte scuole mi chiamarono  e mi inviarono lettere per cercare di portare Danilo negli Stati Uniti, come l' UCLA. Però ho pensato che sarebbe stato meglio giocare in Italia e cercare di migliorare lì.
"Questo perché ho pensato che quando avrebbe avuto  la possibilità di giocare per l'NBA, avrebbe dovuto  essere mentalmente pronto ad andare."
Ha fatto il suo debutto pro in Italia all'età di 16 anni nel 2004 con il campionato di B-1.La stagione successiva si trasferisce al campionato A-2, e poi alla Lega A-1 per la stagione 2006-07.Ha trascorso due stagioni nella massima serie (una media di 14 punti in due stagioni), prima di venire negli Stati Uniti nel 2008, è stato selezionato come n. 6 nel draft NBA, giocare per i Knicks fino al commercio Anthony, che ha reso  Gallinari il più popolare italiano a Denver.
Seduto a bordo campo, lontano dall' Italia, a Gallinari è stato chiesto fin dove arrivasse l'influenza di un padre giocatore professionista.
In primo luogo, ha parlato di sua madre, Marilisa, una roccia nella sua educazione, mentre il padre era in viaggio con la sua squadra.E, ha detto, i suoi genitori non hanno messo pressione su di lui per diventare una star.Sì, era un tiratore  con un tocco d'oro.Ma non si sentiva forzato a scegliere basket, ha detto, spiegando che avrebbe potuto giocare qualsiasi sport.
Per un sacco di figli di atleti famosi, c'è  la pressione di risultare all'altezza del proprio cognome, come se fosse eternamente cucito sul retro di una maglia.Per Gallinari, il basket divenne il suo amore, senza la stregua di  un matrimonio combinato.
E ora, Denver, i Nuggets e  Karl  stanno raccogliendo i frutti di, probabilmente, il più grande giocatore di sempre uscito da Graffignana.

Alto, tiratori scelti europeo

Danilo Gallinari Nuggets 'ha delle somiglianze con un giovane Dirk Nowitzki:
Versatilità."Penso che Gallo ha effettivamente una capacità di regia migliore in questo momento, dalla mia interpretazione di cui Dirk era allora. Penso che Gallo è solo andare a imparare a giocare a luoghi diversi in campo. In questo momento, lui è più di un corridore, e su il perimetro è di sentirsi a proprio agio. "- Nuggets coach George Karl
Produzione.Nella loro terza stagione NBA, all'età di 22 anni: Nowitzki media di 38,1 minuti, 21,8 punti e 38,7 per cento tiro da posizione 3 punti.Gallinari è una media di 32,5 minuti, 15,6 punti e 37,3 per cento su tiro 3s.
Evolution."Dirk è passato da un ragazzo di talento giovane, un po 'come Gallo, che era scomodo, a volte. Adesso è trasformato in questo fluido, tiratore incredibile che sa vincere le partite circa buono come nessuno nella NBA".- Karl


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sabato 20 novembre 2010

Il basket va a scuola con Vittorio Gallinari

(Per una volta parliamo anche del Gallo Senior.. lol)

LODI II basket diventa materia di "studio" per circa 8mila bambini delle scuole primarie di Milano e provincia che aderiscono al progetto "Basket School" lanciato dal comitato regionale con il patrocinio della Regione e l'adesione dell'Olimpia Armani Jeans Milano. E Vittorio Gallinari, insieme ad altri personaggi della pallacanestro italiana e lombarda, si trasforma in uno dei "docenti". «Tutto parte dall'impegno di Enrico Ragnolini (presidente della Fip lombarda, ndr) per sviluppare il movimento della pallacanestro con la collaborazione delle scuole: una delle idee portanti della federazione - spiega il "Gallo" senior -. Mi è stata chiesta disponibilità, che ho dato molto volentieri: peccato non aver partecipato alla conferenza stampa di presentazione (lunedì a Palazzo Pirelli, ndr) perché ero ancora a New York con Danilo». Il progetto si snoda su otto lezioni per introdurre i concetti base della pallacanestro attraverso il gioco-sport "Easybasket". Ogni scuola riceverà un kit che comprende dieci palloni, dieci pettorine, un segnapun-ti e una gigantografia di uno dei tre testimonial dell'Armani Jeans Milano: Mason Rocca, Stefano Mancinelli e Nicolò Melli. Un'idea molto interessante che potrebbe essere estesa al territorio lodigia-no, dove i club interessati, a partire dall'Assigeco, già collaborano con le varie scuole. «Copiare un'idea intelligente non è sbagliato: il progetto potrebbe tornare utile anche nella nostra provincia - pensa Vittorio Gallinari -. I testimonial, noti anche a livello nazionale, possono rimanere gli stessi; in più ci può essere l'intervento dei giocatori dell'Assigeco molto conosciuti a Lodi e dintorni». Insieme a Vittorio Gallinari hanno dato la propria disponibilità come istruttori: Dan Peterson, Sandro Gamba, Carlo Recalcati, Fabrizio Frates, Pierluigi Marzorati, Valerio Bianchini, Franco Casalini, Davide Pessina, Riccardo Pittis, Roberto Premier, il presidente federale Dino Meneghin e il giornalista Flavio Tranquillo. Se fosse in Italia potrebbe esserci anche Danilo... «Mio figlio è impegnato con i suoi Knicks, sta facendo bene adeguandosi al gioco della squadra in attesa che migliori l'amalgama del gruppo - racconta Vittorio Gallinari. che ha visto dal vivo le ultime esibizioni del figlio -. Con tutti i cambi che ci sono stati durante l'estate i Knicks devono inserire al meglio un Analizzatore come Stou-demire e imparare a far funzionare il gioco d'insieme. Siamo all'inizio, ma un giocatore come Amar'e non può vincere da solo. Ha bisogno della squadra e lei del suo talento mescolato con quello del resto del gruppo». Luca Mallamaci Danilo a Denver firma una "doppia doppia" ma i Knicks perdono ¦ Sesta sconfitta consecutiva per i Knicks sempre più in crisi, con un Danilo Gallinari che al di là del bottino di punti (21) non ha brillato. A Denver contro i Nuggets (squadra alla quale il 22enne di Graffignana avrebbe potuto andare se Anthony fosse approdato a New York) la squadra di D'Antoni ha perso 120-118, rimontando da -16 ma non riuscendo a imporsi in volata. Il "Gallo" ha firmato una "doppia doppia" con 21 punti e 10 rimbalzi, senza brillare però per precisione: titolare per 35'48", ha chiuso la sua partita con un modesto 6/19 dal campo e con un eloquente 2/10 dall'arco (e 5/6 ai liberi).

Articolo tratto da "Il Cittadino", pag. 33 del 18 Novembre 2010.