giovedì 30 giugno 2011

E a Codogno sudano Gallinari e DeVecchi

Proseguono le sedute di allenamento al "Campus" di Danilo Gallinari orchestrate dallo staff tecnico dei Denver Nuggets. Ieri mattina si è tenuta la penultima sudata, mentre oggi termina la settimana che l'assistente di coach George Karl, John Welch, ha dedicato alla stella di Graffigana, impegnata sul parquet rossoblu in compagnia di Riccardo Castelli e altri giovani dell'Assigeco accompagnati dal cugino del "Gallo", Giacomo Devecchi. «Ho approfittato volentieri della presenza di Danilo, è un'occasione davvero unica per imparare qualcosa di nuovo - racconta Devecchi, tornato a lavorare in palestra dopo la fine dell'avventura nei play off della sua Sassari contro Milano -. La scuola Usa è differente da quella Europea, non potevo non venire. Avevo voglia di riprendere un po' a muovermi dopo lo stop di fine stagione, il livello delle sedute è piuttosto alto: ci alleniamo veramente bene anche grazie ai ragazzi Assigeco e sono soddisfatto di quello che stiamo facendo. Se mi faccio notare dai Nuggets? Già, magari mi prendono come portaborracce», chiosa Jack ridendosela di gusto. In realtà Devecchi aspetta di conoscere il destino di Sassari, con cui ha ancora un anno di contratto, prima di cominciare programmare il proprio futuro. «Non ho notizie fresche, al momento è ancora tutto in "stand by": bisogna capire come si può sbloccare la situazione prima di fare un pensiero all'anno prossimo. Sassari rimane in assoluto la prima opzione e primo di tutto aspetto lei; quelle di un possibile passaggio a Cantù sono state solo voci girate sul mercato».

Nazionale di Basket a Rimini in agosto

Dal 12 al 14 agosto, presso il 105 Stadium si terrà un grande appuntamento internazionale di basket, la quadrangolare tra Italia, Bosnia, Grecia e Polonia. Gli azzurri avranno in campo Marco Belinelli, Andrea Bargnani e Danilo Gallinari, le stelle Nba. Un appuntamento sportivo importante a cui non potranno mancare tanti turisti e riminesi che in quei giorni saranno in Riviera.

mercoledì 29 giugno 2011

Gallinari, l' "Eurocammino" è partito

Con Danilo ci sono anche Bargnani e Belinelli tra i 18 azzurri che si giocheranno un posto per la Lituania
«Siamo un bel gruppo, l'impegno è difficile ma possiamo fare bene» Il 19 luglio raduno a Bormio, poi la tournée di tornei amichevoli e l'elenco finale dei 12 scelti dal et Pianigiani II "Gallo", il "Mago" e il "Beli", ovvero il trio "forte" di azzurri dell'Nba, non potevano certo mancare nella lista dei diciotto "prescelti" del et dell'Italia Simone Pianigiani, ufficializzata ieri alla presentazione del torneo Trofeo Internazionale Tassoni "Città di Rimini". Il primo atto, in sostanza, del percorso che porterà la squadra azzurra, con la rosa "scremata" a dodici giocatori, agli Europei della prossima estate in Lituania. «È un bel gruppo, basato se non ricordo male sulle scelte dello scorso anno. L'impegno è importante e per nulla facile da affrontare, dovremo prepararci molto bene. Ma ci sono i presupposti per fare buone cose e ho voglia di esserci. Io valore aggiunto? Magari., finisce peggio!»; dopo essere rimasto a guardare gli Europei 2007 e le qualificazioni per quelli del 2009, sempre a causa di problemi fisici, Danilo Gallinari non si fa scappare l'occasione per esorcizzare con una sana risata l'agitazione di un'estate da vivere al massimo della concentrazione. L'approccio dell'Italia a Eurobasket 2011 si svilupperà dal "Media Day", in programma a Milano il 18 luglio, ma soprattutto dal successivo raduno collegiale a Bormio dal 19 al 28 luglio, chiuso dal Torneo Internazionale "Memorial Diego Gianatti" il 29 e il 30 dello stesso mese. In agosto (5-7) la squadra di Pianigiani sarà a Cipro, quindi a Rimini (12-14) con Bosnia, Polonia e Grecia, per poi trasferirsi ad Atene per il "Torneo dell'Acropolis" (23-25 agosto). Dal Pireo l'Italia partirà infine per la Lituania, dove il 31 agosto affronterà la Serbia per la prima gara di quella che sarà la prima edizione del campionato europeo a 24 squadre. Le prime convocazioni hanno coinvolto anche Andrea Renzi, classe 1989 di Verona e unico giocatore chiamato dalla LegaDue, ma non Pietro Aradori, l'altro ex dell'Assigeco. Il perché lo spiega lo stesso coach della nazionale: «Con Pietro abbiamo concordato, vista l'abbondanza di giocatori nel suo ruolo, che rimanga a Siena a fare un intenso lavoro fisico e tecnico per diventare un giocatore di valore europeo in futuro - dichiara Pianigiani -. Si allenerà e se dovesse essere necessario, sarà comunque pronto». Danilo Gallinari in questi giorni è invece al "Campus" di Codogno: «È quasi una settimana che ci stiamo allenando agli ordini di John Welch, il vice di George Karl - racconta la stella di Graffignana e dalla sue parole si intuisce come lo staff tecnico dei Denver Nuggets abbia scelto il palazzetto dell'Assigeco come "seconda casa" -. Sudiamo mica male, soprattutto quando la seduta è pomeridiana. Mi alleno con mio cugino Jack Devecchi, con Riccardo Castelli e i giovani dell'Assigeco. Ora approfitterò di qualche giorno di riposo, poi sentirò Cuzzolin (Francesco, uno dei preparatori della Nazionale, ndr) per stabilire i tempi e il lavoro fisico da fare prima del raduno. Dal 19 a Bormio si comincerà a fare sul serio». L'estate del "Gallo" è appena cominciata.

Da "Il Cittadino" del 29 Giugno 2011

domenica 26 giugno 2011

Gallo? Una superstar

WILSON CHANDLER a Roma: «Per Danilo e me Denver e Karl sono le soluzioni ideali per crescere. Bargnani non è morbido come dicono» Doveva essere parte del progetto di rilancio di New York e invece Wilson Chandler, presente a Roma al Nba 5 United Tour, si è trovato a metà stagione a Denver, assieme a Danilo Gallinari, nella trade che ha portato Carmelo Anthony ai Knicks. «E' stata per me una vera sorpresa. Donnie Walsh aveva speso parole e mi aveva dato assicurazioni sul futuro. Ma questa è la Nba, questo è il business. Siamo professionisti e sappiamo che cambiare squadra fa parte del gioco e lo accettiamo». Quali sono state le differenze tra le due franchigie? «Giocare a New York non è la cosa più semplice del mondo. C'è grandissima pressione sulla squadra e questa penso sia il motivo per cui non si vince da tantissimi anni. La stampa ed i tifosi pretendono tanto: se perdi sei subito processato ma se le cose vanno bene sei un idolo. Chi sta a New York deve pensare in maniera positiva, altrimenti rischia di essere schiacciato. A Denver c'è un altro clima attorno alla squadra. E questo aiuta a giocare con maggiore tranquillità». E poi c'è stato il passaggio da Mike D'Antoni a George Karl. «Con Mike ho lavorato tre anni. Ci conosciamo bene e con lui ho avuto un rapporto splendido. Il suo basket si basa sull'interessante idea dell'attacco. Qualunque cosa farà in futuro lo seguirò con passione. Con Karl curiamo di più la difesa. Abbiamo trascorso accanto solo il finale di questa stagione. Devo capire cosa bene cosa vuole da me e come vuole inserirmi nei Nuggets del futuro». Però Karl sembra avere le idee chiare nei riguardi di Danilo Gallinari. E' vero che vuole farne uno dei leader di Denver? «Danilo lo merita. Rispetto a New York, in Colorado potrà crescere senza troppa pressione addosso e sfruttare il grande talento che ha a disposizione. Lui può diventare il giocatore di punta, il leader, una superstar. E' un grande, in campo e fuori». Non è l'unico italiano protagonista nella Nba. Ci sono anche Andrea Bargnani e Marco Belinelli. Cosa ne pensa di loro? «Sono tutti ottimi giocatori, con un eccellente tiro. Bargnani è stato criticato, ma non credo sia morbido come qualcuno ha detto. Ha fisico e tecnica per primeggiare. Non mi sorprenderebbe se seguisse la stessa strada che ha percorso Dirk Nowitzki». A proposito si aspettava che l'anello andasse a Dallas? «Sono rimasto sorpreso, no lo nego, anche se i Mavericks hanno giocato molto bene per l'intera stagione puntando molto sulla squadra con Nowitzki che è stato il leader. Ma questo perché il gruppo ne ha esaltato le doti. Non è detto che mettere insieme tante stelle ti faccia per forza vincere, come dimostra Miami. Ma almeno un paio di fuoriclasse, in una squadra che punta alla vittoria, servono». Lei ha lasciato il college dopo due stagioni, per approdare nella Nba. Oggi la crescita nella Ncaa, come dimostra Jennings, non sembra più una priorità. «Non è detto. Ci sono giocatori che hanno bisogno di percorrere tutto il cammino nella Ncaa per sentirsi poi pronti al salto nella Nba. Io quando ho lasciato De Paul mi sentivo pronto, fisicamente e tecnicamente, per farlo e non mi sono pentito. La realtà è che l'età con cui si può essere protagonisti tra i professionisti si è abbassata». Lei è conosciuto come un grande difensore. Chi è il giocatore più difficile da limitare? «Per me rimane Kobe Bryant. Non credo che il suo ciclo, e quello dei Lakers sia esaurito. Lui, Bynum, Gasol sono giocatori che hanno ancora tanto da dire e Mike Brown è un ottimo allenatore». Intanto però la prossima stagione rischia di non partire per colpa del lockout. «Non so cosa accadrà. Io penso solo ad allenarmi al massimo per farmi trovare ancora più forte al via». Torniamo ai tre italiani. Potranno essere il valore aggiunto della Nazionale ai prossimi Europei? «Se arriveranno al pieno della forma, con le loro grandi doti offensive credo che potranno aiutare l'Italia a vincere il titolo».

Articolo tratto da "TuttoSport" del 26 Giugno 2011.

Danilo Gallinari Event - fan made video

sabato 25 giugno 2011

Il Gallo canta per noi

Danilo Gallinari, stella Nba dei Denver Nuggets, è l'ospite d'onore dell'ultima puntata di Palla a spicchi prima delle vacanze.

Il link all'audio intervista di Radio 24.

Basket: Chandler, Bargnani ‘nuovo’ Nowitzki e Gallinari senza limiti

”Andrea Bargnani puo’ diventare davvero il nuovo Dirk Nowitzki. Danilo Gallinari non ha limiti. E Marco Belinelli e’ un gran tiratore”. Wilson Chandler, ala dei Denver Nuggets, sbarca a Roma per l’Nba 5 United Tour 2011 e da’ i voti agli ambasciatori del basket italiano sui parquet americani. Chandler e’ da 3 anni compagno di squadra di Gallinari. Insieme hanno giocato nei New York Knicks allenati da Mike D’Antoni e insieme, all’inizio del 2011, sono stati ceduti ai Denver Nuggets nell’operazione che ha portato Carmelo Anthony nella Grande Mela. ”Per Danilo, ‘the sky is the limit’ -dice Chandler riferendosi all’ala azzurra-. Potenzialmente non ha limiti. Ha enormi qualita’, puo’ diventare davvero il ‘go to guy’ della squadra, il punto di riferimento tecnico nei momenti chiave”. Nelle 3 stagioni abbondanti vissute a New York, Chandler e’ stato un avversario diretto dei Toronto Raptors di Bargnani con le frequenti sfide nella Atlantic Division della Eastern Conference. ”Non capisco come si faccia a dire che Bargnani e’ un giocatore soft. E’ un talento, ha qualita’ straordinarie che gli permettono di recitare un ruolo di primissimo piano. E’ un lungo dotato di un tiro eccellente, ha un primo passo rapidissimo che gli permette di battere l’avversario. Puo’ davvero diventare il nuovo Nowitzki”, dice paragonando il ‘mago’ azzurro alla stella tedesca dei Dallas Mavericks, freschi campioni Nba. ”Forse -aggiunge Chandler- per arrivare ancora piu’ in alto Bargnani deve lavorare sulla sua forza fisica. Con un po’ piu’ di potenza, potrebbe fare davvero cose strepitose”.