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mercoledì 6 agosto 2014

Attesa Assigeco per Costa e Gallinari

Cresce l'attesa in casa Assigeco. Fugato ogni dubbio sul ripescaggio della prima squadra in A2 Gold, l'attenzione è tutta rivolta alle speranze azzurre di due giovani talenti del "Campus". Il lodigiano Federico Gallinari e Valerio Costa da Reggio Calabria, in lizza per una maglia dell'Italia Under 17 ai Mondiali di categoria in programma da venerdì al 16 agosto a Dubai: i due rossoblu, attualmente ad Anagni con il resto del gruppo, hanno fatto davvero di tutto per convincere il coach Capobianco che oggi dovrebbe sciogliere le riserve sui convocati che giovedì saliranno sull'aereo per gli Emirati Arabi. Da "Il Cittadino" del 5 Agosto 2014

giovedì 16 febbraio 2012

Federico sulle orme di Danilo: continua la "saga" dei Gallinar

Le tracce da seguire sono larghe e ben delineate, il Dna è piuttosto marcato, i modelli da prendere ad esempio sono molto precisi e decisamente familiari. Eppure Federico Gallinari, il secondogenito di Vittorio, supercampione dell'Olimpia Milano anni 80 (con puntate a Bologna e Verona), e fratello minore di Danilo, attuale superstar dei Denver Nuggets, pur non dimenticando il ruolo e l'importanza di papà e fratello, comincia a muovere in autonomia i primi passi nel basket che conta. Lo dimostra la convocazione nella rappresentativa regionale dell'annata 1997 guidata da Marco Gandini per l'amichevole di domenica al "PalaCube" di Cameri contro i pari età del Piemonte. È la prima tappa di avvicinamento al "Trofeo delle Regioni" in programma a Porto Sant'Elpidio dal 3 all'8 aprile. Oltre che da Federico Gallinari,impegnato durante la stagione con le under 15 e 17 dell'Assigeco, il Lodigiano è ben rappresentato con la presenza della preparatrice atletica Micaela Bottagisio. Non è la prima volta che "Gallo" junior finisce sotto i riflettori dopo le convocazioni al "Trofeo Bulgheroni", nella selezione interprovinciale e alla puntata al torneo di livello nazionale "Impariamo insieme" dell'aprile dell'anno scorso a Montecatini. «Sono molto contento di questa chiamata, così come il papà che si raccomanda di prenderla come un ulteriore stimolo a migliorare - racconta il 14enne Federico, che divide il doppio impegno nelle giovanili dell'Assigeco con l'impegno del primo anno all'Itis Volta di Lodi -. Danilo? Sarà felice pure lui, ma non l'ho ancora sentito. La scuola? La trovo molto interessante, mi impegno tanto riuscendo a gestire lo studio con allenamenti e partite di basket. Con L'Under 15 dell'Assigeco siamo terz'ultimi ma possiamo crescere, mentre andiamo bene con l'Under 17 {dove gioca l'altro prospetto rossoblu Giga Janelidze, nda) visto che ci giochiamo il secondo posto e il passaggio al turno successivo del campionato». Il basket è davvero passione congenita nella famiglia Gallinari... «E uno sport bellissimo, mi piace giocare e vedere la pallacanestro: starei sul campo tutti i giorni - confida il "baby Gallo", che arriva già a un metro e 90-. Il cognome importante? Non ci penso, io mi concentro a giocare come so e come posso, cercando di perfezionare le mie capacità, lasciando agli altri eventuali giudizi». Adesso che sei cresciuto comincia a diventare serrata la competizione per la palma del migliore della famiglia: classiifcando papà Vittorio al terzo posto, chi è più forte tra te e Danilo? «Si, papà lo mettiamo al terzo posto - Federico ride di gusto -. Tra me e "Dani" il più forte è lui, per ora: in futuro vedremo...». C'è molta complicità e affetto tra i due fratelli, per nulla scalfita dalla distanza che separa Lodi da Denver. «Beh, in effetti mi manca parecchio non avere qui Danilo, però lo sento spesso: per le feste di Natale siamo stati tutti a trovarlo in Colorado, così ho avuto la possibilità di vederlo dal vivo: mi diverto e intanto osservo lui e gli altri giocatori Nba per imparare cose nuove. La mamma? Mi incoraggia sempre e pure lei mi manca (Marilisa è rimasta a Denver con Danilo, nda) anche se mi mette una pressione enorme per farsi chiamare spesso. Meno male che c'è Skype, se no sarebbe un bel casino». Danilo a parte, chi ti piace dell'Nba? «Il mio preferito è Kevin Durant, però ora seguo con attenzione le prove del "rookie" Lin dei Knicks (una novità per tutti, nda) - conclude il più giovane dei Gallinari, che non si perde le news e ha già le idee chiare sugli States -. Denver è ottima, come squadra, come città sicuramente scelgo New York». Da "Il Cittadino" - Quotidiano locale Lodi, pag. 38 del 16 Febbraio 2012.

giovedì 10 marzo 2011

Marzorati vota il "Gallo": «Andare a Denver spiace, ma gli toglierà pressione»

Lex play di Cantù, ora presidente del Coni lombardo ln visita a Lodi, ha rilasciato un'intervista ln esclusiva al "Cittadino'' Marzorati vota il "Gallo": «Andare a Denver spiace, ma gli toglierà pressione»
«L'Assigeco sta cercando un suo ruolo in LegaDue, può salire ancora come Cremona ma serve un investimento consistente» LODI La vita di Pierluigi Marzo-rati è tutta una "tripla". Cinquantotto anni, di cui ventidue di gloriosa carriera tra Cantù e Nazionale (con un argento olimpico, un titolo europeo e il record tuttora imbattuto di 278 presenze). L'icona canturina del basket, che ha chiuso la carriera nel 1991 salvo rientrare per due minuti nel 2006 («Ho badato a preservare la salute, a 54 anni non si sa mai») per festeggiare il 70esimo della sua Cantù, con cui ha vinto in carriera due scudetti, due Coppe dei Campioni, quattro Coppe Korac, quattro Coppe delle Coppe e due Coppe Intercontinentali. Oggi è anche un ingegnere civile con l'occhio clinico per l'impiantistica e un personaggio di spicco nella politica sportiva locale con la presidenza del Coni regionale. Il "Cittadino" lo ha incontrato al "Mon Amour", dove ha partecipato (con Igor Cassina) all'incontro organizzato dall'Azione cattolica lodigiana. Marzorati ha toccato vari argomenti, dicendo la sua da esperto su Danilo Gallinari e sull'Assigeco, ma tenendo anche un occhio al portafoglio del dirigente, che nel suo nuovo ruolo è un obbligo. Parliamo di basket: lei fu avversario di Vittorio Gallinari, oggi Danilo gioca nell'Nba... «Vittorio era un gran difensore: un "duro", ma molto corretto. Danilo è invece più duttile con la palla: ha le caratteristiche per sfondare nell'Nba e credo che il suo passaggio a Denver, se da un lato possa dispiacere, dall'altro gli tolga pressioni e gli dia opportunità maggiori di mettersi in luce». Cosa pensa della squadra di punta del Lodigiano, l'Assigeco? «Della società apprezzo l'ottima programmazione a livello giovanile, la squadra sta cercando un suo ruolo in LegaDue. Le potenzialità per salire ancora di un gradino come ha fatto la vicina Cremona ci sono, ma è chiaro che servirebbe anche un investimento consistente. Un ampio budget però non è l'unico fattore a determinare il destino delle società: per fare un esempio il disimpegno della Benetton nel basket è dovuto anche ad alcuni errori commessi in passato nella cura del settore giovanile». Infine il suo ruolo più recente, quello "politico". Pochi giorni fa a Milano è stata presentata la nuova struttura del Coni, che andrà ad affiancare la sede centrale di Roma e riunirà nei suoi uffici anche tutti i comitati regionali: un segnale importante per lo sport lombardo... «La scelta di Milano non è casuale: la Lombardia infatti rappresenta un quinto delle società e degli affiliati nazionali. È un investimento non solo economico: permetterà di portare avanti maggiori sinergie, soprattutto con il mondo della scuola, un ambito cruciale per la diffusione dell'attività sportiva. Oggi il servizio militare non è più obbligatorio e gli oratori come poli di aggregazione hanno perso l'importanza di un tempo: la scuola resta di fatto l'unico passaggio obbligato per tutti i ragazzi». A proposito di decentramento: qual è il vostro rapporto con i comitati olimpici provinciali come quello lodigiano? «Lavoriamo in totale accordo su parecchi temi. Da quando mi sono insediato ho spinto perché si progredisse nella comunicazione, ma il ruolo fondamentale dei comitati territoriali e delle società sportive resta invariato». Gli impianti non sono purtroppo un vanto per lo sport lombardo... «Forse in passato si è tergiversato troppo in parecchie situazioni. Purtroppo i primi tagli delle amministrazioni comunali investono sempre lo sport, nonostante sia innegabile il suo valore sociale. Gli impianti del futuro dovranno essere basati su gestibilità e tornaconto economico: si dovrà lavorare in chiave di eco-sostenibilità e di risparmio energetico, come precettano le direttive europee».