giovedì 18 aprile 2013
mercoledì 17 aprile 2013
W/Danilo Gallinari at event last nite.No surgery yet on torn ACL. Swelling needs to go down.Wants back by Jan. 1st. @1023espn #espn #nba
— Les Shapiro (@LesShapiro) 17 aprile 2013
martedì 16 aprile 2013
Federico entra nel giro azzurro: «Fa piacere essere considerato»
Anche la Nazionale Under 16 guarda al "Campus". Lo prova l'inclusione di Federico Gallinari, classe 1997, nella lista dei 12 giocatori "a disposizione" in occasione del raduno di Roma del 24 aprile e del successivo torneo internazionale di Bellegarde, dal 25 al 28 aprile, con Turchia, Francia e Russia. E il primo "avviso" azzurro per il fratellino di Danilo, chiamato al "Bulgheroni" e l'anno scorso nella selezione lombarda al "Torneo delle regioni". «È una notizia che fa piacere: sono rimasto contento quando la società mi ha fatto avere la lettera della Fip. Anche se non sono nei primi dodici (1 giocatori che partecipano al raduno, ndr), ma "riserva a casa", rimane la soddisfazione di sapere di essere considerati -dice Federico Gallinari -. Questo è un altro risultato che raggiungo grazie ai compagni di squadra che durante le sedute di allenamento mi permettono di migliorare per provare a essere il giocatore che vorrei diventare. È pure uno stimolo a darsi da fare ancora di più». Il talento lodigiano fa parte dell'Under 17 dell' Assigeco che sabato al"Campus" (ore 16) chiuderà la prima fase del proprio campionato. «Andiamo bene, siamo una buona squadra, ci divertiamo e otteniamo pure discreti risultati», sottolinea Federico che divide l'impegno cesti-stico con lo studio all'ltis di Lodi. La formazione rossoblu è sicura seconda nel proprio girone, pronta ad andare a giocarsi l'accesso alle finali nazionali nell'Interzona di Salsomaggiore che inizia ilio maggio. Ci sono diversi giocatori interessanti nel vivaio dell'Assigeco: Federico a che livello è? «È un ragazzo di grande avvenire, ha qualità e lo spirito guerriero di papà Vittorio - dice Marco Andreazza, coach dell'Under 17 Assi-geco -. Non molla mai e si allena sempre con volontà e qualità: si vede che ha alle spalle una famiglia valida che lo accompagna nel modo giusto».
Da "Il Cittadino" del 16 Aprile 2013.
Da "Il Cittadino" del 16 Aprile 2013.
Gallinari: Io, azzurro sul divano
Non sarà certo un mese di aprile da ricordare positivamente per il campionato Nba, costretto a perdere a distanza di pochi giorni due pezzi pregiati come Danilo Gallinari e Kobe Bryant. Una brutta tegola caduta sulle teste di Denver Nuggets e Los Angeles Lakers. Se Kobe è stato fermato dalla rottura di un tendine d'Achille, per Danilo lo stop è dovuto alla rottura del crociato del ginocchio sinistro durante una partita contro i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki, proprio in una penetrazione a canestro contro il gigante tedesco. Per il Gallo si parla di uno stop che potrebbe tenerlo lontano dal parquet dai quattro ai sei mesi. Gallinari, qual è l'esatto quadro clinico del suo ginocchio? «Mi hanno confermato la rottura del crociato del ginocchio sinistro. Adesso sono in attesa di essere operato. Credo che l'intervento avverrà fra una decina di giorni, ma ancora non so dove sarà effettuato». É il suo quarto infortunio di una certa gravità e ben tre sono avvenuti negli States: forse perché la stagione Nba è più lunga e massacrante rispetto al campionato italiano? «Potrebbe essere una delle cause, non penso sia l'unica. Di certo, tra partite e spostamenti, il fisico è sottoposto a uno stress maggiore». Un paio di settimane fa il presidente dell'Assigeco Casalpusterlengo, società nella quale a 16 anni ha mosso i suoi primi passi nel basket, le ha messo a disposizione le strutture del Campus per un'eventuale convalescenza post operatoria in Italia. «Ringrazio tantissimo il presidente Curioni per il suo affetto e per la disponibilità che ha dimostrato nei miei confronti. Però, non sapendo ancora dove mi opererò, è difficile per me adesso dare delle risposte che non dipendono solo da me, ma anche dai medici e dai Denver Nuggets». Questo infortunio difficilmente le consentirà di rispondere alla chiamata in Nazionale in vista degli Europei di settembre in Slovenia. «Già, e mi dispiace molto perché alla maglia azzurra tengo parecchio. Purtroppo mi dovrò accontentare di seguire i miei compagni attraverso televisione e giornali facendo il tifo per loro». Causa dell'infortunio? Una potrebbe essere la stagione massacrante» Ai miei tifosi dico: sogno già il lavoro in palestra per tornare ancora più forte» Cosa mi manca di più dell'Italia? Sicuramente la mia famiglia e gli amici» Sta ricevendo tanti attestati di affetto e stima da addetti ai lavori e tifosi. «L'affetto che ho ricevuto è stato incredibile e mi sta aiutando tantissimo in questo delicato periodo di stop forzato». È in America ormai da sei anni. Quanto e cosa le manca dell'Italia? «Senza dubbio la mia famiglia e gli amici». Sarà mai colmabile il gap tecnico e di mentalità che esiste tra il basket americano e quello italiano ed europeo? «Qui c'è una mentalità diversa, così come diversa è l'organizzazione. Però non penso che si possa parlare di gap tecnico, piuttosto parlerei di forte gap dal punto di vista fisico». Quali sono le maggiori differenze che ha riscontrato fra due mondi sportivi così diversi? «In America ci sono degli addetti incredibili che in Europa si fa fatica a trovare. Inoltre la cultura e la mentalità americane fanno sì che l'approccio alla pallacanestro sia molto diverso rispetto a quello italiano ed europeo». Subire un infortunio è sempre un brutto momento per un campione. Il fatto di essere un figlio d'arte (il padre è Vittorio Gallinari, una delle colonne della Milano allenata da Dan Peterson, ndr) aiuta? «No. Mi aiuta il fatto di essere figlio di Vittorio e Marilisa perché loro mi sostengono tanto, specie dal punto di vista psicologico». Se dovessi mandare un messaggio ai tuoi tifosi cosa ti sentiresti di dire? «Direi loro che sono pronto per l'operazione e che non vedo l'ora di mettermi a lavorare in palestra per tornare più forte di prima».
Da "QS" del 16 Aprile 2013.
Da "QS" del 16 Aprile 2013.
Gallinari: «Tornerò ancora più forte»
Partiamo dalla domanda più scontata, ma assolutamente doverosa: com'è l'umore a dieci giorni dall'infortunio? «Adesso posso finalmente dire di stare bene. I primi giorni sono stati difficili, ero molto arrabbiato per quello che è successo per tantissimi motivi. Poi la rabbia pian piano è passata e ho somatizzato. Gli infortuni capitano e fanno parte del gioco, ora è tempo di lavorare per recuperare il prima possibile e tornare, naturalmente ancora più forte». Come procede la preparazione all'intervento chirurgico? « Sto facendo tutti i giorni molta palestra per arrivare prontissimo all'operazione. Lavoro solo sulla gamba sinistra per rinforzare tutti i muscoli e fra una settimana o dieci giorni penso che sarò sotto i ferri». Ancora nessuna notizia su dove ti opererai e sul chirurgo? «In realtà non ho ancora preso alcuna decisione in tal senso. Sarà una scelta importante, anche perché presumibilmente tutto il tempo del mio recupero lo passerò nella città dove verrò operato, che sia in Italia o negli States ». Nel frattempo come trascorri le tue giornate? «Dipende sempre dal calendario dei Nuggets: quando giochiamo in casa alla mattina mi alleno negli stessi orari dei miei compagni e la sera sono con loro al "Pepsi Center" , mentre quando giocano in trasferta dopo 1 ' allenamento mattutino passo il resto del giorno in assoluto relax». Durante la riabilitazione hai già programmato di fare una tappa più o meno lunga in Italia? Sai che il patron dell' Assigeco Franco Curioni ha messo a tua disposizione il "Campus" per tutto il tempo che vorrai? «Mi fa molto piacere e ringrazio davvero tantissimo Franco per la sua proposta, è davvero super. Tutto però dipenderà dall'operazione, da dove la farò e da dove sarà meglio portare avanti il recupero, di certo non è un'offerta che escludo». Una settimana dopo il tuo infortunio è capitata la stessa sorte a Kobe Bryant: la rottura al tendine d'achille ha posto fine alla sua stagione e ora rischia di compromettere, a 35 anni, la sua carriera... «È stato un dispiacere enorme, queste cose non vorresti mai che capitassero a te o a nessuno. Il suo mfortunio è più grave del mio, ma sono certo che riuscirà a tornare in campo, o almeno lo spero vivamente». Al momento in Nba ci sono 76 giocatori infortunati, molti dei quali (Bargnani, Love, Ginobili, Rondo, Granger) fuori per tutta la stagione. Si gioca davvero troppo in Nba? È questa la causa di molti problemi fisici? «Sicuramente è una componente importante, né l'unica né la principale come possono essere coincidenze o particolari debolezze fisiche, ma bisogna tenerne conto». Alla fine tra Gallinari e Bargnani, considerati i due più forti italiani oltreoceano, Punico che giocherà i play off sarà Marco Belinelli, che si è ritagliato uno spazio importante nei Chicago Bulls... «Sono molto contento per lui, se lo merita e sarà un passo importantissimo per la sua carriera. Spiace molto per il "Mago", che gioca in una squadra dalle ambizioni piuttosto basse e che ha avuto anche questa stagione troppe sfortune». Ai play off soffriranno più i Lakers senza Kobe o i Nuggets senza il "Gallo"? «Credo Los Angeles. Saranno dei play off combattuti, con i Miami Heats ancora davanti a tutti, mentre a Ovest sarà lotta tra Spurs e Thunders, ma non sottovalutate i Nuggets». Che con te in campo avrebbero avuto una marcia in più e la possibilità di ergersi a outsiders per il titolo? «Sono davvero spiaciuto per l'Infortunio perché davvero mi sentivo che questa sarebbe stata una stagione speciale in cui avrei potuto fare delle grandissime cose nei play off Nba e con la Nazionale agli Europei. Speriamo mi ricapitino presto delle occasioni del genere».
Da"Il Cittadino" del 16 Aprile 2013.
Da"Il Cittadino" del 16 Aprile 2013.
lunedì 15 aprile 2013
Le Iene, Pio e Amedeo: Danilo Gallinari vittima dei due meridionali in America – VIDEO goo.gl/fb/n4QxG
— Blogstreet.it (@blogstreetnews) 15 aprile 2013
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