mercoledì 27 febbraio 2013




Niente Lakers, ma spero di giocare a Portland

Niente Lakers, ma spero di giocare a Portland



domenica 24 febbraio 2013

Quanto odio i back to back

Quanto odio i back to back

Con le trade non si sa mai

Con le trade non si sa mai



sabato 23 febbraio 2013

venerdì 22 febbraio 2013







giovedì 21 febbraio 2013

La rivincita del "Gallo" manda ko i Celtics: Denver resta un fortino

 Riprende esattamente dove aveva lasciato Danilo Gallinari. Dopo due gare saltate per una sindrome influenzale e la pausa dell'Nba per l'All Star Game che lo ha visto - ci azzardiamo a dire ingiustamente - solo spettatore da casa, il 24enne di Graffignana ha mostrato agli americani di che pasta è fatto, guidando i Denver Nuggets alla vittoria contro i Celtics per 97-90, rompendo così il break di tre sconfitte consecutive iniziate proprio contro Boston e centrando l'ottavo successo di fila al "Pepsi Center". Tra le mura amiche infatti la squadra di George Karl è la seconda di tutta la lega con un record di 23-3 (dietro solo ai San Antonio Spurs, che veleggiano a 22 vinte e 2 perse), mentre in generale occupa il quinto posto nella Western Conference (34-18). L'inizio del lodigiano è devastante, con 9 dei primi Danilo Gallinari il punti messi a segno dalla sua squadra, chiudendo infine con ben 26 punti (miglior marcatore dell'incontro assieme al compagno Ty Lawson), frutto di 3/8 da due, 4/9 da tre e 8/11 ai liberi, oltre a 5 rimbalzi, 5 assist, una rubata e un pazzesco +20 di plus/minus in 39 minuti di gioco. «Sto cercando di essere più aggressivo, come mi chiede il coach - ha dichiarato al termine dell'incontro in diretta a "Fan Night" su NbaTv -, io provo sempre a dare il massimo, la mia squadra mi aiuta e mi cerca molte volte e questa è la situazione ideale per me». I Nuggets infine hanno rifiutato la proposta di scambio con Rudy Gay, finito ai Toronto Raptors: troppo alto il valore del proprio numero 8 per coach Karl. Domani notte invece il cammino di Denver riprenderà con una tappa a Washington per sfidare i Wizards.

Da "Il Cittadino" del 21 Febbraio 2013.

Celtics Vs Nuggets - Game Recap - (19-2-13)

Chris Webber can't stop singing Danilo Gallinari's last name.

martedì 19 febbraio 2013







lunedì 18 febbraio 2013

Vacanze a New York

Vacanze a New York

Gallinari, come nasce una vera stella

Dolcemente complicata, piena di emozioni, contratti milionari (in dollari), i riflettori sempre accesi in impianti da sogno costantemente quasi "sold out", con gare entusiasmanti giocate su parquet super, giornalisti, tv, filmati e interviste tutti i giorni. La facciata visibile dell'Nba è fatta di basket e stelle che brillano ma, come per la luna, c'è anche una faccia nascosta visibile solo vivendola dal di dentro, da chi riesce a scostare la tendina che apre le "quinte". E allora si vedono la fatica, il sudore da spendere per emergere nella competizione, i tanti viaggi su e giù per gli States, la necessità di regolarsi e controllarsi, nel pubblico ma soprattutto nel privato, per gestire nel modo migliore ogni istante della giornata. È dal 2008 che Danilo Gallinari è entrato nel giro della Nba, un salto mica da ridere per chi arriva da Lodi, che grazie anche al supporto della famiglia ha imparato ad amministrare migliorando costantemente le proprie prestazioni, dai Knicks ai Nuggets, fino a entrare nella lista dei papabili all'Ali Star Game. Quello vero, a fianco di Kobe e "KD", contro Le-bron: il "Rookie challenge" l'ha giocato nel 2010. A testimoniare la bravura di Danilo e il rispetto che ha saputo progressivamente conquistare tra i "big" è la risposta di Kevin Garnett a una precisa domanda su Gallinari e Denver al termine della sfida vinta dai Celtics sui Nuggets dopo tre supplementari, domenica scorsa. «Someo-ne told me that the Nuggets don't have an Ali-Star and that baffles me. Danilo Galli-nari, Ty Lawson are really good players. The league need to check itself about (ali-star) personnel. The young guy with the dre-ds (Faried) is playing great basketball. They have guys who deserve to be on that team» Che per i non anglofoni suona così: «Mi dicono che i Nuggets non ha All Star e questo mi fa sorridere. Danilo Gallinari, Ty Lawson sono davvero buoni giocatori. L'Nba deve riflettere sulle scelte per l'All Star Game. Il ragazzo con le treccine (Faried) sta giocando un grande basket. Hanno giocatori che meritano quel palcoscenico». Come sottolinea l'amico Mark Murphy del "Boston Herald", dal 1988 al seguito dei Celtics, il commento di "KG" acquista maggiore valore se si pensa che la stella di Boston (16° giocatore Nba a superare il muro dei 25.000 punti: traguardo tagliato proprio contro Gallinari e i Nuggets) non parla mai bene degli avversari. Un tipo tosto come KG, deciso insieme a "the captain and the truth" (capitano e verità) Paul Pierce a non stringere più la mano a Ray Alien, considerato un "traditore" perché passato a Miami la scorsa estate, avrebbe convocato il "Gallo" alla partita delle stelle giocata stamattina presto (fuso italiano) a Houston. E Danilo come l'ha presa? «Mi fa molto piacere, ma compreso il funzionamento del meccanismo non mi sono fatto grandi illusioni da subito. Mi prendo quindi qualche giorno di pausa, niente allenamenti, da passare a New York». Una breve parentesi anticipata da una fastidiosa influenza che, dopo essersi manifestata a Boston, l'ha costretto a saltare il "back to back" di martedì e mercoledì scorsi (Raptors e Nets). Ecco una parte della faccia nascosta dell'Nba: Danilo ha beneficiato della presenza di mamma Marilisa, con lui da prima di Natale. Non è solo una questione di mangiare, Marilisa è super anche in questo: avere un supporto familiare è fondamentale per affrontare le fatiche della stagione. «Sono contento di averla a casa e poter scambiare quattro chiacchiere quando ritorno da gare o allenamenti. Avere vicino i propri familiari è fondamentale. Papà (Vittorio Gallinari, ndr) viene con me un mesetto a Denver a inizio stagione e per Natale con la mamma e mio fratello Federico, che poi riporta in Italia per la scuola. Rimango con la mamma fino a marzo. Ci sono certi momenti in cui preferisco stare da solo, ma sto molto bene con la mia famiglia: parliamo di tutto».
Tra allenamenti, partite, viaggi ed eventi come si governano i tempi di riposo nell'Nba?
«Ce ne sono pochi e bisogna prenderseli tutti. Non faccio nulla di particolare. Prima della partita mi rilasso, cerco di stare tranquillo. A volte c'è allenamento e partita nello stesso giorno, allora in palestra, oltre a seguire la seduta diretta dai coach cerchi di prenderti cura del tuo corpo lavorando con esercizi specifici su particolari debolezze: è importante pensare a se stessi e curare il proprio stato di forma».
 Un conto è regolare i ritmi quando da casa al "Pepsi Center" ci sono cinque minuti di auto: cosa fai quando siete "on the road"?
«Cerco di riposare un po' in aereo. Quando siamo in trasferta partiamo solitamente verso le 3 dopo l'allenamento mangiando qualcosa al volo al "Pepsi". In albergo cerco di distendermi, ognuno di noi ha una camera singola, e poi esco a cena: mi piace girare le città dove giochiamo. Restrizioni? Nessuna, ognuno può fare e mangiare quello che vuole. Sei un professionista, essere "performante" è una tua diretta responsabilità. Con il club firmi solo il contratto, tutto il testo è tutto e solo nelle tue mani».
Orari?
«Anche qui sta a te gestirti con intelligenza e attenzione. Ci sono compagni che possono tornare alle 6 di mattina e in partita corrono come matti: lo facessi io, vedrei tre canestri. Ognuno ha le sue abitudini consolidate. Dopo la partita, per esempio, fatico molto ad addormentarmi, l'adrenalina continua a scorrere». Tutto diverso dall'Italia...
«Nba ed Europa sono due mondi diversi. Quando torno per la Nazionale mi piace rivivere i tempi e i modi dei primi raduni. Tutti in divisa, in camera in coppia, a cena insieme e nessuno che si alza prima che tutti abbiano finito. Ai Nuggets può capitare di mangiare con la squadra, magari se siamo in trasferta». Quest'anno il calendario ne ha proposte parecchie trasferte, soprattutto all'inizio. È stata dura?
 «Ben 22 partite delle prime 32 le abbiamo giocate fuori: è la prima volta nella storia dei Nuggets e la seconda volta che capita nelfNba. I "back to back"? Questi sono più complicati da gestire, c'è stress, devi trovare energie mentali, non solo fisiche: lo stesso vale quando ne giochi tante di fila in trasferta nel giro di pochi giorni. Quest'anno è capitato diverse volte».
Come viaggiate?
 «I Nuggets affittano in esclusiva un aereo della Delta. I Knicks hanno un aereo di proprietà, una cosa incredibile: il menu cambiava a ogni viaggio. Il check-in? In trasferta lo facciamo direttamente al palazzetto». Cosa si mette in valigia per il viaggio?
 «Il minimo indispensabile se si sta via poco, un borsone grosso se la trasferta dura più giorni».
 Città preferita? 
«Sono cinque nella mia lista: New York, Miami, Los Angeles, San Francisco e Toronto».
Ristoranti?
«A Denver frequento Parisi e il Sushi Den, a me e la mamma piace molto il sushi, oppure il Fogo de Chao, per cibo dal sapore brasiliano. A New York vado da Uva o al Via Della Pace. In trasferta? Solitamente mi organizzo per tempo chiamando magari qualche amico. I tifosi? A Denver salutano e basta, a New York sono più il rapporto è più intenso. Anche in altre città mi riconoscono: in generale c'è sempre molto rispetto». E il rapporto con i media? 
«Va tutto bene anche con i giornalisti. A Denver è molto diverso rispetto a New York, dove a ogni allenamento si presentavano in venti o venticinque: al "Pepsi Center" ne vengono un paio. È differente anche la situazione. A New York "scavano" più nel resto che sulla partita. Obblighi? Nessuno che io sappia: è nella cultura Nba dare la massima disponibilità ai giornalisti. Le interviste sono fatte di persona, mai al telefono, come invece accade in Italia. Silenzio stampa? Non esiste, al massimo alla domanda puoi dire "next question, please" (la prossima per favore, ndr), significando la tua volontà di non rispondere. Ai Knicks sedevo di fianco a Marbury che a ogni intervista diceva "next question". Io? Mai detto in vita mia».
Com'è il tempo libero a Denver? 
«Organizzo gite nel Colorado, vedo amici, giro in città, guardo film, leggo e uso il pc. Ora c'è la "fase" delle serie televisive. Oppure gioco a carte». Un'intensa e combattuta partita a scopa d'assi è lo "scarico" dopopartita utilizzato da Danilo per festeggiare il "canestro del secolo", poi ridotto a quello "dell'anno", realizzato nella gara interna con i Bucks salutato con un boato mai sentito al "Pepsi Center." «I tifosi pensavano ai "tacos" in omaggio (destinato ai possessori del biglietto quando i Nuggets firmano almeno 110 punti: punteggio raggiunto con il centro di Danilo, ndr), quando giochi tanto tiri così possono capitare. I telecronisti di Denver sono stati buoni nella loro definizione. È comunque stato bello e molto importante in un momento particolare della gara». Le ultime due sconfitte prima dell"All Star Break" hanno riportato i Nuggets al quinto posto della West Conference, appena dietro Memphis, ma non cambiano il giudizio estremamente positivo della squadra di Gorge Karl. «Ne abbiamo giocate tante fuori casa, dove siamo andati bene nel complesso, possiamo ancora sfruttare il fattore "Pepsi Center" per migliorare la classifica. Il gruppo è bello e sta diventando forte, io mi trovo alla grande. La stagione è ancora lunga, ora siamo a circa metà: non dobbiamo perdere le nostre caratteristiche peculiari e continuare a giocare forte». La corsa ai play off riprende domani. I Nuggets ospitano i Celtics: Danilo ha un'altra opportunità per dimostrare che "KG" ha ragione. Luca Mallamaci

Da "Il Cittadino" del 18 Febbraio 2013, pag. 34

Danilo Gallinari .8 | The flight of Gallo | HD

sabato 16 febbraio 2013




venerdì 15 febbraio 2013

A cena col Mago si parla di Nazionale

A cena col Mago si parla di Nazionale






giovedì 14 febbraio 2013

Gallinari salta il "derby" italiano

Un'influenza mette ko Danilo Gallinari, costretto a saltare il derby italiano con Andrea Bargnani. Senza la sfida con il connazionale, il «Mago» non vive la sua migliore serata nel successo che i Raptors ottengono sui Nuggets per 109-108 all'Air Canada Centre di Toronto.

Da "La Nuova Sardegna" del 14 Febbraio 2013.

mercoledì 13 febbraio 2013

Gallinari nella "top 10" d'Europa

 Danilo Gallinari è uno dei migliori dieci giocatori d'Europa. Ciò che tutti sanno da tempo è stato confermato ieri dalle votazioni per il prestigiosissimo premio di giocatore dell'anno 2012 di Fiba Europe. La palma di più forte cestista europeo dello scorso anno è andata all'ala russa Andrei Kirilenko, ex Cska e ora in forza ai Minnesota Timbe-rwolves, che bissa il successo ottenuto nel 2007 e succede al tedesco Dirk Nowitzki, vincitore anche della prima edizione del premio nel 2005. Kirilenko ha ottenuto il primo posto sommando i voti di una giuria di esperti e le preferenze dei fans. Ma proprio il 24enne di Graffignana è stato il preferito dai tifosi, collezionando ben 14.066 preferenze, ma solo 30 voti dagli addetti ai lavori (contro i 356 del giocatore dei T'Wolves). La seconda piazza nella graduatoria 2012 è andata allo spagnolo Pau Ga-sol dei Los Angeles Lakers, mentre la guardia della nazionale greca e dell'Olympiacos Vasilis Spanoulis ha conquistato il gradino più basso del podio. Anche il playmaker francese dei San Antonio Spurs Tony Parker e il lungo dei Memphis Griz-zlies Marc Gasol hanno preceduto il campione lodigiano, dietro al quale si sono posizionati Goran Dragic, Marcin Gortat, Nikola Pekovic e Ómer Asik. «Un grazie a tutti coloro che mi seguono, che mi hanno votato sia per l'Ali Star Game che per il Fiba Europe... e siete veramente in tanti!», il commento del "Gallo" affidato alla sua pagina Facebook. Il "Gallo" resta sempre in attesa di una possibile chiamata all'ultimo momento per l'Ali Star Game di domenica, visto che Duncan è sempre nella lista degli infortunati.

martedì 12 febbraio 2013

Grandissima tripla di Danilo Gallinari in faccia a Kevin Garnett ( Nuggets-Celtics 10.2.13

Karl: "Denver da titolo con questo Gallinari"

 Con un Danilo Gallinari per l'ennesima volta miglior giocatore della sua truppa, i Denver Nuggets vincono ancora, sbancando la "Quicken Loans Arena", patria dei Cleveland Cavaliers, per 103-111 e per la prima volta in stagione iniziano addirittura a parlare di titolo. «Proveremo a sorprendere tutti - si sbilancia l'esperto coach George Karl, che negli anni '90 ha condotto i suoi Seattle Sonics nel tentativo di scalfire il dominio dei Bulls di Michael Jordan - e tenteremo di diventare la prima squadra nella storia della Nba a vincere il titolo senza avere un AH Star». Con la nona vittoria di fila inanellata la formazione del lodigiano ha, infatti, consolidato il suo quarto posto nella Western Conference (che gli permetterebbe di disputare il primo turno play offs con il fattore campo favorevole) e al momento si presentano alla Nba come squadra più in forma dell'intera lega. L'ala 24enne di Graffignana ha chiuso al solito come miglior marcatore della squadra con 19 punti, con un 3/7 da due, 3/6 da tre e 4/5 ai liberi, sfiorando la "doppia doppia" con 9 rimbalzi, ben 4 dei quali offensivi, e aggiungendo 2 recuperi e 2 assist in 36' sul terreno di gioco. Senza contare l'ottimo apporto difensivo: «Quando giochiamo in difesa, non c'è nessuno che possa fermarci - ha dichiarato il lodigiano a fine partita -; sappiamo benissimo che quando la nostra aggressività difensiva sale, siamo in grado di vincere qualsiasi incontro». Nella notte passata altro importantissimo banco di prova nel «back-to-back» al "Boston Garden" contro i Celtics, anch'essi reduci da una striscia positiva di ben sei successi consecutivi.

Da "Il Cittadino" dell'11 Febbraio 2013.

Denver Nuggets vs Cleveland Cavaliers February 9, 2013

sabato 9 febbraio 2013

MVP Race (8/2/2013)

Questa volta Gallinari si "riposa": solo 15 punti contro Chicago, ma i Nuggets vincono lo stesso

 È sufficiente un Gallinari ai minimi termini, che lascia le redini dell'incontro ai suoi compagni prendendosi una gara di pausa dopo le ultime strabordanti prestazioni, perché i Denver Nuggets possano timbrare l'ottavo successo consecutivo al "Pepsi Center" contro i Chicago Bulls, terminato addirittura 128-96, in quello che doveva essere un derby tutto italiano. Doveva perché un risentimento alla caviglia destra non ha permesso a Marco Belinelli di essere della partita. La squadra di George Karl, dopo un inizio sulle montagne russe, riesce a scrollarsi di dosso i Bulls in un terzo quarto strabiliante (37-16) aperto da un canestro e una schiacciata del campione lodigiano, che termina poi l'incontro con 15 punti, frutto di 3/6 da due, 1/3 da tre e 6/6 dalla lunetta, oltre 3 rimbalzi, 1 assist, 1 recupero e +26 di plus/minus in soli 29' di gioco, dal momento che nell'ultimo quarto sono state schierate le riserve, con la partita già in ghiaccio. Ci hanno poi pensato poi Faried (21 punti e 12 rimbalzi) e Chandler (24 punti con 5/5 da tre) a spezzare il ritmo della squadra di Chicago (che sembra vicinissimo ad acquistare Andrea Bargani in cambio di Boozer a Toronto). Per la squadra del "Gallo", che con questo successo consolida il quarto posto nella Western Conference con un record di 32-18, è così terminato il filotto di gare interne e stanotte l'attenderanno i Cavaliers a Cleveland.

Da "Il Cittadino" del 9 Febbraio 2013.

venerdì 8 febbraio 2013







lunedì 4 febbraio 2013

Duncan infortunato: Gallinari torna in lizza per l'All Star Game

Si riaccende una flebile speranza  di partecipare all'Ali Star Game per Danilo Gallinari. Nel match di sabato notte contro i Washington Danilo Gallinari Wizard all' "AT&T Center" di San Antonio, il lungo degli Spurs convocato tra le riserve della Western Conference, Tim Duncan, sembra aver subito un brutto infortunio, che dovrebbe pregiudicare la sua partecipazione alla gara delle stelle. Una brutta caduta alla fine del secondo quarto dell'atleta originario delle Isole Vergini lo ha, infatti, costretto a uscire dal campo tra le braccia di due compagni di squadra, la prima diagnosi parla di una distorsione alla caviglia destra e al ginocchio sinistro e sarà arduo un recupero per il 17 febbraio. Il regolamento Nba prevede che sarà il commissioner dell'Nba David Stern a scegliere il suo sostituto e tra le "frount court" a ovest, con Rudy Gay trasferitosi a est a Toronto, il lodigiano sembra essere uno dei candidati assieme, a Marc Gasol, alla sostituzione di Duncan.

Da "Il Cittadino" del 4 Febbraio 2013.

Il "marchio Assigeco" spopola tra i big

II rossoblu dell'Assigeco diventa una "griffe" sempre più conosciuta fra i canestri, risplendendo su numerosi parquet nazionali e internazionali. E non solo per merito di Danilo Gallinari (la stella Nba dei Denver Nuggets), per Pietro Aradori (campione d'Italia con Siena negli ultimi due anni, passato a Cantù la scorsa estate), ovvero i "prodotti" più famosi del "Campus", trascinatori della Nazionale di coach Pianigiani a Eurobasket 2013.1 continui investimenti e il crescente interesse indirizzati al settore giovanile, vero "core business" del club di Franco Curioni, induce a pronosticare carriere interessanti per parecchi degli "sbarbati" arruolati nelle squadre giovanili. Ma non c'è solo il vivaio a regalare soddisfazioni all'Assigeco: la canottiera rossoblu può diventare un trampolino di lancio per i piani che contano della pallacanestro tricolore anche per i più grandi. Sistemato il roster per la Dna secondo i confini del budget societario e le esigenze tecniche dello staff tecnico, coloro che, per vari motivi, non ha trovato posto in maglia rossoblu, sono riuscito a "esportare" l'esperienza Assigeco in club di valore, magari ai piani più alti. Paul Biligha, classe 1990, è stato per esempio firmato dalla rinnovata Sidigas Avellino in Al (2.4 punti in 9.3 minuti di media) ed è agli ordini di coach Valli come quarto lungo: «Sono contento di essere qui, è una situazione super, un'esperienza che tutti vorrebbero vivere a questa età -confida il 22enne lungo di origine camerunese, diventato papà lo scorso maggio -. Sin dal ritiro estivo, in attesa di completare il roster, con Valli abbiamo iniziato a impostare i giochi da utilizzare durante la stagione. Aspettative? Di migliorare per giocare con efficacia, cercando di sfruttare le occasioni che si presentano durante il campionato». Anche Riccardo Castelli ha frequentato la Serie A, aggregato per la preparazione estiva al gruppo della Vanoli Cremona, che ha firmato anche Roberto Cazzaniga, tornato al top dopo dieci anni: «Sono contento di poter svolgere la preparazione con un gruppo nel quale oltre al "Cazza" conosco Matteo Lottici e Andrea Conti - dice la 24enne ala piemontese che da fine settembre è stato due mesi in Dna con Agrigento -. Mi è spiaciuto non essere rimasto all'Assigeco, dove mi sono trovato splendidamente per quattro anni. Adesso mi alleno e intanto sondo con attenzione il mercato». In Serie A si tinge completamente di rossoblu anche la panchina della Virtus Roma, saldamente in mano per la seconda stagione da Marco Calvani, coach all'Assigeco nel secondo anno di LegaDue, che ricrea la coppia di Trapani chiamando come assistente Massimo Maffezzoli, dal 2006 al 2008 parte dello staff tecnico rossoblu, sia con la prima squadra, allora in A Dilettanti con Ghizzinardi e De Raffaele, sia con le giovanili. «Sono felice, la Serie A è un sogno che si realizza, per di più con un club blasonato come la Virus Roma - dice il 36enne coach veronese passato da Veroli e Rimini in LegaDue nelle ultime due stagioni -. Mi fa piacere poter lavorare ancora con Calvani: conta su di me, voglio dare il massimo per avvalorare la scelta di richiamarmi con lui. Mi piacerebbe restare a questo livello e non fare la meteora». Marco Calvani ha portato il club romano, iscritto alla Serie A all'ultimo giorno utile, nella parte alta della classifica pronto a giocarsi la "final eight" di Coppa Italia. «È un primo obiettivo raggiunto che certifica il buon momento di un club importante come il nostro: merito dei giocatori che seguono con impegno - dice il coach romano -. Nel ritorno cercheremo di consolidare la posizione in cerca dei play off: sappiamo che non sarà facile, la concorrenza non scherza a tutti i livelli. L'esperienza all'Assigeco? Per come si è interrotta evidentemente le mie qualità non avevano trovato estimatori. Sono un coach esigente, questo probabilmente si è confuso con qualcosa che non era, ma a Roma faccio le stesse cose con identica metodologia senza aver cambiato atteggiamento». A Brindisi (5.3 punti in 16.3 minuti di media) si esibisce Klaudio Ndoja, mentre Varese ha firmato per tre anni Bruno Cerella, in ripresa dall'infortunio subito lo scorso anno. In LegaDue, oltre al neopromosso Luca Conte a Trento (indimenticato protagonista di sei stagioni all'Assigeco) e Mitch Poletti (Capo d'Orlando) c'è Federico Loschi, passato dal "Campus" lo scorso anno: «Non ho badato al contratto, ma alla possibilità giocarmela in LegaDue: dopo tre anni di Dna mi sento pronto - spiega il 22enne esterno trevigiano firmato da Brescia -. Avevo richieste da altri club ma ho preferito essere allenato da Marte-lossi. La società è ambiziosa, è una buona opportunità per me: sento la fiducia che mi stimola a dare il massimo». Fidatevi: garantisce l'Assigeco.

Da "Il Cittadino" del 4 Febbraio 2013.

domenica 3 febbraio 2013




sabato 2 febbraio 2013

Tweet of the Day: Danilo Gallinari

 
 

Sent to you by ferrariange, angyferra,milex86 via Google Reader:

 
 

via danilo gallinari - Google Ricerca Blog by Michael Brumagin on 29/01/13

Denver Nuggets forward Danilo Gallinari is looking forward to new union leadership.

 
 

Things you can do from here:

 
 



venerdì 1 febbraio 2013

Danilo Gallinari 27 pts. Highlights "Rockets at Nuggets" (01.30.13) HB4L TV

Gallinari-show tra stoppate e schiacciate

 Ormai si fa quasi fatica a trovare gli aggettivi adeguati per raccontare le imprese di un Danilo Gal-linari sempre più strabordante. Un'altra prestazione pazzesca del 24enne graffignanino ha marchiato a fuoco l'ennesima vittoria dei Denver Nuggets, squadra più in forma del momento dietro solo ai San Antonio Spurs. La notte scorsa al "Pepsi Center" sono caduti ancora una volta gli Houston Rockets (al terzo ko su tre gare stagionali contro le "Pepite" del Colorado) per 118-110 e il "Gallo", che ha segnato 27 punti come nel match precedente contro gli Indiana Pacers, neanche a dirlo si è confermato miglior giocatore e marcatore dell'incontro. Oltre ai punti messi a referto in special modo nei momenti più caldi della partita (ben 12 punti nell'ultimo quarto, di cui 9 consecutivi che hanno portato la sua squadra dal -1 al +8 per il 94-86 a 8' dal termine), il lodigiano ha letteralmente deliziato il pubblico esibendosi in stoppate, schiacciate in "coast to co-ast," sfondamenti subiti, due canestri in "step back" da tre punti con l'uomo appiccicatogli addosso e altre giocate davvero sensazionali, tra cui la "dunk of the night" dell'Nba: una schiacciata di potenza a una mano nel traffico dopo aver battuto in uno contro uno dal palleggio James Har-den. Le sue statistiche parlano di un 6/8 da due, 4/9 da tre e 4/6 dalla lunetta, con 5 rimbalzi, 2 assist e addirittura 4 stoppate, di cui una spettacolare su Jeremy Lin. I Nuggets, autori di un record incredibile di 12 vittorie e sole 3 sconfitte in un gennaio da capogiro, hanno raggiunto così il quinto successo consecutivo, in attesa dell'incontro di domani notte sempre a Denver contro i New Orleans Hornets.

Da "Il Cittadino" dell' 1 Febbraio 2013.

Denver Nuggets Need Danilo Gallinari

Denver Nuggets Need Danilo Gallinari