mercoledì 28 luglio 2010

Il Gallo nella lista della nuova generazione di leaders made in NBA

Secondo il sito bleacherreport.com, Danilo Gallinari ha dimostrato un enorme potenziale nella stagione passata, nel ruolo di co-leader insieme a David Lee.
Uno dei suoi punti di forza, riporta il sito, è la passione per la palla a spicchi.
E, conclude, "non dovrebbe essere trattato come merce di scambio, in virtù delle capacità di leadership, non solo quelle dimostrate sul parquet."

[Commento personale: non avrei potuto esprimermi, meglio.]

martedì 27 luglio 2010

Gallinari “chiama” Anthony e Parker

«Se faremo una buona stagione l’anno prossimo altri grandi giocatori vorranno venire a New York»

Il lodigiano rimpiange James e pensa già al prossimo mercato

lodi La vacanza a Palma di Maiorca è stata rovinata. Comodamente sdraiato su un lettino di un terrazzo dal panorama mozzafiato, Danilo Gallinari è stato destato dallo squillo del cellulare che gli ha riportato la trista novella: LeBron James non lo affiancherà ai New York Knicks nella prossima stagione. «Ho ricevuto la notizia dai miei amici americani - racconta il “Gallo” - e sono rimasto un po' dispiaciuto per la sua scelta, anche perché fino all'ultimo momento ho sperato che potesse diventare un mio compagno di squadra». La motivazione che ha spinto "King" James ad approdare ai Miami Heats assieme alle altre due stelle Dwyane Wade e Chris Bosh è palese detta del quasi 22enne fenomeno di Graffignana: «Lui voleva vincere subito e gli Heats sono la destinazione ottimale in quest'ottica; non se l'è sentita di affrontare una sfida come quella di New York, anche se bisogna ammettere che non è facile attirare giocatori forti quando non si hanno alle spalle come minimo un paio di stagioni convincenti». Almeno per la prossima stagione quindi la corsa al titolo di campioni Nba sembra segnata fin dalla partenza per i Knicks: «Credo che sia già scritta una finale Lakers-Heats - prevede il “Gallo” -, ma non penso che la vincitrice dell'anello sia così scontata». Tornando ai Knicks, il colpo dell'estate newyorkese è senza dubbio la firma di Amar'e Stoudemire, ala/centro proveniente dai Phoenix Suns, reduce da una stagione da 23,1 punti e 8,9 rimbalzi di media e vecchia conoscenza di coach Mike D'Antoni: «Stoudemire avrà sicuramente un impatto fondamentale nella nostra squadra; sono molto soddisfatto del suo arrivo, è un atleta straordinario e negli ultimi anni è migliorato moltissimo anche dal punto di vista tecnico: in attacco attirerà moltissime attenzioni e sarà di grosso aiuto per tutti». Svanita l'ipotesi di portare nella "Grande mela" un'altra grande stella, il presidente operativo blu rancio Donnie Walsh ha optato per il piano “B”, consistente nel costruire un'armata di giovani da plasmare secondo il credo di D’Antoni. E' così stato acquistato il playmaker Raymond Felton («Mi piace molto come giocatore», il commento di "Danny boy" sull'ex Charlotte Bobcat, reduce da una stagione da 12,1 punti e 5,6 assist di media) ed è stata intavolata una trattativa con i Golden State Warriors per portare ai Knicks (in cambio di David Lee) Anthony Randolph, che sarà la nuova ala grande titolare, Kelenna Azubuike e il centro francese Ronny Turiaf: «Sono tre giocatori che si adattano benissimo alla filosofia di Mike - prosegue la stella di Graffignana - e le loro qualità individuali sapranno benissimo esaltarsi ai Knicks». Data questa configurazione di squadra, tantissime responsabilità ricadranno sulle spalle di Danilo, che diventerà molto probabilmente la seconda opzione offensiva: «Voglio restare coi piedi per terra - glissa lui -, anche se reciterei molto volentieri la parte del secondo violino». A conti fatti l'obiettivo stagionale di New York dovrà essere rivisto e ridimensionato rispetto a quello sperato nel caso dell'arrivo di LeBron James: «Dovremo fare una grande stagione facendo crescere tutti i nostri giovani e puntando dritti ai play off - chiude Gallinari -; in questo modo potremo presentare una squadra convincente per il prossimo mercato estivo, cercando così di firmare altri top free-agent quali Carmelo Anthony, Chris Paul o Tony Parker».

Gallinari, l'esempio a cui puntare

Aspettando Marika, in arrivo all’aeroporto di Catania, con Paola passiamo il tempo squadrando i turisti che hanno appena recuperato i bagagli. Qualche straniera bianchissima, qualcuno del Nord Italia pronto per il mare e poi… «Ma chi è quel gigante?» chiede Paola. Sgrano gli occhi: infradito, pantaloncini, maglietta color pastello, telefonino incollato all’orecchio, aria da ragazzone alto appena 208 cm. «Che ci fa qui Danilo Gallinari?» rispondo io sbalordito. Non è un calciatore, né una star del cinema: esce dal terminal senza essere importunato da nessuno e con il suo gruppo sale in macchina. [..]

Continua su Basket Catanese!!

Danilo Gallinari stregato da Giardini «Jam Camp, esperienza stupenda»

 E sulla nuova stagione Nba: «Puntiamo a conquistare i playoff» squadra e speriamo di arrivare ai playoff. A livello personale il mio obiettivo è fare una stagione ancora più importante e riuscire ad avere un ruolo di leader per i compagni e la società». Gli sportivi chiedono a Gallinari di aiutare anche la Nazionale: «Da tre anni a questa parte, a causa di vari infortuni, non ho potuto far parte del gruppo. Spero che l'appuntamento sia il più vicino possibile. Ci tengo a far bene anche con la maglia azzurra». Danilo continua a seguire anche dall'altra parte dell'Oceano il basket italiano e non dimentica il tifo per la "sua" Milano. «Siena ha cambiato diversi giocatori - spiega - e credo che nella prossima stagione ci saranno possibilità per altre squadre. Spero che Milano riesca a sfruttare questa occasione ed arrivare in finale, però con un risultato diverso». Gallinari si dice, infine, convinto che in futuro, oltre a lui, Marco Belinelli e Andrea Bargnani, altri connazionali possano sbarcare in America: «La Nba è un sogno e spero possano arrivare quanto prima anche altri giovani cestisti italiani. Certamente non è facile e bisogna lavorare tantissimo e fare sacrifici. Però chi ha talento può davvero coronare questo sogno». Orgoglioso papà Vittorio Gallinari: «Danilo è nato con il sogno e la passione dell'Nba. Sono contentissimo di quello che sta facendo. Quando è andato in una formazione allenata dal mio ex compagno di squadra, Mike D'Antoni, si era detto che magari era stato scelto per via della nostra amicizia, ma i fatti hanno invece detto che Danilo sa giocare molto bene a basket e ha un grande talento. Ora è importante che riesca a consolidarsi ad alti livelli».
Danilo Gallinari grande protagonista in questi giorni al Jam Camp di basket a Giardini Naxos; ieri la giovane stella Nba dei New York Knicks è stata premiata in Comune, a Palazzo dei Naxioti. Il sindaco Nello Lo Turco e il vice Pippo Currenti hanno voluto rendere omaggio al grande talento che a 22 anni (li compirà l'8 agosto) si è già consacrato tra gli sportivi italiani più affermati nel mondo. Presenti il papà di Danilo, Vittorio Gallinari (campione di basket negli anni d'oro dell'Olimpia Milano) e la storica campionessa di atletica, oggi brillante giornalista, Marisa Masullo. Riflettori puntati dunque su Danilo Gallinari, il golden boy che ha vinto lo scetticismo americano sul suo approdo al Madison Square Garden. Era il 27 giugno 2008, quando al Draft NBA, il "Gallo" venne chiamato alla sesta scelta assoluta dai Knicks di Mike D'Antoni. Due anni dopo, l'ala di Sant'Angelo Lodigiano è diventato un protagonista assoluto in campo e i fischi dell'esordio sono solo un lontano ricordo. «Il Jam Camp - racconta Danilo Gallinari - mi ricorda i miei inizi. Sono cresciuto anch'io da piccolo facendo i camp estivi e questa iniziativa in Sicilia è una cosa splendida in uno scenario davvero perfetto. Esperienze del genere aiutano i ragazzi ad avvicinarsi a questo sport e sono utili al basket italiano. Per me, d'altronde, è un'estate particolare: la seconda stagione Nba è andata sicuramente bene e sono contentissimo. C'è ancora tanto da lavorare e da migliorare. Sono state fatte delle nuove scelte nel roster della mia

Articolo tratto da "Gazzetta del Sud", pag. 20 del 27 luglio 2010

sabato 24 luglio 2010

Danilo..a rischio scambio?????

Secondo indiscrezioni dal web, i Knicks sarebbero talmente interessati ad avere Chris Paul che sarebbero disposti ad offrire anche Danilo Gallinari come "merce di scambio".

Cliccate il post su Pianeta Basket, sulla Gazzetta dello Sport o date un'occhiata veloce a pag.20 del Corriere dello Sport di oggi, ed.Nazionale.

La stella Gallinari illumina Giardini

 Una settimana al "Jam Camp" per la gioia di centinaia di ragazzi Giardini Naxos d'estate si conferma crocevia di campioni. Il Jam Camp, organizzato per la 14esima volta nel centro jonico, quest'anno ha un ospite d'eccezione come Danilo Gallinari. Il numero 8 dei Knicks, senza nulla togliere alle altre stelle che si sono susseguite in questi anni a Giardini, diventa la nuova vedette assoluta della manifestazione. Un giocatore Nba in mezzo a centinaia di ragazzini arrivati da tutta Italia, ma soprattutto dal meridione, è un momento pressoché unico e che resterà scolpito nella mente di questi adolescenti forse per tutta la loro vita. Da ieri il lungo ex Milano è in Sicilia. Un colpaccio per gli organizzatori della Icaro Eventi che hanno sempre avuto l'opportunità di rendere speciale la vacanza dei giovani atleti che sceglievano Giardini Naxos per trascorrere una settimana al sole praticando lo sport più amato. In questa edizione riusciranno persino a divertirsi con uno dei pochissimi italiani ad essere riuscito a varcare l'Atlantico e a giocare nel campionato più affascinante, ricco e seguito del glo- bo. Il contatto con la giovane stella dei Knicks l'hanno avuto i fratelli Roberto e Danilo Milocco, ex giocatori di basket, ed ora brillanti organizzatori di questo evento estivo che negli anni si è moltiplicato per sedi, presenze ed offerte. È stato Dan Peterson uno dei padrini del camp, attraverso papà Vittorio, a convincere Danilo Gallinari ad accettare la proposta del Jam Camp. Adesso il 22 enne (nato l'otto agosto dell'88, quattro volte otto come il suo numero di maglia) di Sant'Angelo Lodigiano trascorrerà una settimana a Giardini Naxos lasciando la Sicilia solo a fine mese. È facile immaginare come questi saranno giorni in cui dovrà andare in giro con penne e pennarelli per firmare autografi e maglie a tutto il camp. Sono circa 400 i ragazzi dai 9 ai 19 anni che vivranno questa settimana fianco a fianco con uno dei migliori talenti italiani di sempre, il giocatore che con Bargnani e Belinelli fa parlare dell'Italia anche nei palazzetti a stelle e strisce. Per lui, quest'anno, una stagione di grande impatto chiusa con oltre 15 punti di media, in una franchigia che ha perso l'abitudine al successo e ai pla-yoff. In appena due stagioni (ma la prima è stata condizionata da un infortunio) l'azzurro è già diventato leader di un team che vive quotidianamente le pressioni e le attese della Grande Mela. Due i momenti clou del suo anno in blu arancio. 131 punti piazzati ai Boston Celtics e la convocazione all'Ali Star Game per la gara fra rookie e sophomore (giocatori al primo e secondo anno in Nba) e anche per la gara del tiro da tre punti, marchio di fabbrica dell'ala di 2,08. Il Jam Camp però non è solo Gallinari. In queste due settimane a Giardini (che arrivano dopo le tappe di Marina di Carrara e Gallipoli) si avvicendano, in un viavai di campioni, anche personaggi come German Scarone, Roberto Gasoli, Andrea Pecile Michele Antonutti. Non ce la farà invece ad esserci un altro "aficionados" come Valerio Vermiglio. Perché il camp di Giardini ha anche uno spazio dedicato alla pallavolo. Il fuoriclasse messinese è impegnato nella Final Six di World League con la Nazionale e salterà quello che per lui era una sorta di appuntamento fisso con il mare di casa sua.

Tratto da "Gazzetta del Sud", pag. 21 del 24 luglio 2010.

lunedì 19 luglio 2010

Danilo e il premio "Fair Play Mecenate 2010",,,,

Nella lista dei premiati della 14a edizione del premio internazionale "Fair Play Mecenate" 2010, che verranno consegnati mercoledì 21 luglio spicca un nome noto...

Per la categoria "L’Italia nel Cuore – sportivi italiani nel mondo il riconoscimento 2010" se lo aggiudica il campione di Basket Danilo Gallinari. Ottima scelta direi...

Il Premio consiste in una  targa in oro, ideata da un designer orafo aretino, rappresentante la figura di Mecenate, ed il simbolo del fair play (la stretta di mano). Viene inoltre assegnata ai premiati la qualifica di “ambasciatore fair play” con un Diploma e Motivazione, nonché la spilla Fair Play che quest’anno è stata ideata e realizzata dalla Bottega del Gioiello Del Brenna di Cortona, artigiani orafi da tre generazioni.

venerdì 16 luglio 2010

Intervista ai microfono di Sky Sport 24 a Cesenatico

http://video.sky.it/services/player/bcpid44470958001?bclid=1571609790&bctid=114748983001

mercoledì 14 luglio 2010

Con Gallinari a Cesenatico soffia un vento da NBA

L'asso dei Knicks, ospite all'Eurocamp, rivela i suoi obiettivi e il suo rapporto con la Romagna

CESENATICO. - Fino a pochi anni fa di camp il Gallo ne ha fatti tanti e di Danilo Gallinari era dall'altra parte giocatori importanti ne ha incontrati dalla barricata. Quando era ancora e sentiti parlare diversi. Per questo "semplicemente" il figlio di Vittorio ora che la star, l'uomo sul quale sono posati tutti gli occhi dei giovani appassionati che partecipano all'Eurocamp, è lui Danilo si mostra a suo agio: ride, scherza, sorride, scambia high five con grandi e piccini, non nega un autografo a nessuno e soprattutto dispensa consigli che possono sembrare banali ma che in realtà lo sono molto meno.

ELOGIO AL LAVORO.-  "Se sono arrivato nella Nba e mi sono guadagnato spazio e minuti all'interno di una squadra importante come i Knicks il motivo sta tutto nella voglia di allenarsi. Ho avuto la fortuna ed il privilegio di trasformare la mia passione, il basket, in una professione ma se sono riuscito a farlo è stato soprattutto grazie a grandi sacrifici. Quando andavo alle superiori ai tempi di Casalpusterlengo tutti i pomeriggi mi dividevo in almeno 4-5 ore di allenamento tra prima squadra e le formazioni giovanili imparando e sviluppando il mio gioco. Per questo sono qui a dirvi di impegnarvi e soprattutto prendere sempre sul serio e rispettare questo gioco".

LA LEZIONE DI KOBE.- Gallinari ha poi spiegato come sta migliorando il suo gioco: "L'estate è il momento più importante per un giocatore che milita in Nba. Tutte le star fanno dei programmi molto intensi perché durante la stagione regolare è quasi impossibile allenarsi intensamente con le tante partite da giocare. Anche io sto seguendo dei programmi personalizzati molto intensi. Lo scorso anno ho seguito la metodologia di allenamento di Lebron James e devo dire che è veramente tosta. Quest'anno sto lavorando sul rinforzamento della schiena e sulle parti del mio gioco in cui non eccello. Un lavoro pesante anche se lo faccio volentieri perché so che mi darà risultati. Ho la fortuna di lavorare con un coach che ha lavorato con Kobe Bryant, il giocatore che reputo più forte al mondo. Bene se lui è arrivato a questo livello è perché ha lavorato sodo. Dopo ogni stagione Kobe si ferma due giorni e poi riprende a lavorare sul campo. Per me lui non può che essere un esempio".

NO LEBRON, SI PARTY .- Potendo soltanto sfidare Bryant, Gallìnari e tutti i Knicks speravano che Lebron James (asso dei Cavs due volte Mvp della lega) potesse decidere di accasarsi nella Big Apple per rinforzare la squadra di Mike D'Antoni e farla diventare una delle favorite per il titolo. Il Re però ha scelto di andare a Miami a condividere il trono con due delle giovani star del basket statunitense: Wade e Bosh. Un brutto colpo per lui che però non si perde d'animo: "Si sapeva che James sarebbe andato in una squadra nella quale avesse potuto vincere l'agognato titolo che non è riuscito a conquistare in questi anni ai Cavs, a Miami ha trovato certamente le condizioni ideale. Lui, Bosh e Wade formano il miglior trio della Lega e daranno del filo da torcere a tutti anche se io considero ancora i Lakers un gradino sopra per completezza del organico. Tornando ai Knicks nonostante non sia arrivato Lebron la dirigenza ha lavorato e sta lavorando per costruire una squadra in grado di arrivare ai playoff". Dei numerosi nuovi acquisti messi a segno dal Gm Donnie Walsh quello certamente più intrigante è quello di Amare Stoudemire, uno dei lunghi più spettacolari e forti offensivamente dell'intera Lega: "Stoudemire ci dà una dimensione interna che non avevamo, chiaramente tutti sono curiosi di vedere come se la caverà senza gli assist di Steve Nash però io sono fiducioso perché abbiamo acquisito un play che apprezzo molto: Raymond Felton. Non vedo l'ora di giocare con lui per me è perfetto per il gioco di Mike".

OBIETTIVI PER IL 2011 .- II prossimo anno per "il Gallo" sarà un'annata molto importante: fare una buona stagione significherebbe strappare un rinnovo consistente da svariati milioni di dollari che lo farebbero di- ventare uno dei giocatori franchigia di New York: "Il mio obiettivo è quello di raggiungere la post season per la prima volta nella mia carriera, giocare lo stesso numero di minuti ed avere un rendimento ancor più convincente rispetto all'anno scorso.  L' All Star Game? Non ci penso, al momento se arriverà bene altrimenti non mi fascerò la testa. Molto meglio i playoff". Il prossimo anno sarà anche importante perché dovrebbe essere quello nel quale il Gallo riabbraccerà la maglia azzurra: "Tengo tanto alla Nazionale. I ragazzi sono entusiasti di questo nuovo corso e sono convinto che Pianigiani sia l'uomo giusto per ripartire. A mio avviso ci sono tutti i presupposti per vincere anche in tempi brevi".

ROMAGNA MIA.-  Gallìnari prima di salutare e tornare a concedersi un momento di relax scortato da coach Pilla si lascia andare sul suo rapporto con la Romagna: "Trascorro tanto tempo libero in Romagna appena sono in Italia. La mia compagnia di amici fidati, infatti,è proprio di Forlì e Forlimpopoli. Ci siamo conosciuti 6-7 anni fa quando venni in vacanza con un mio ex compagno di squadra e da quel momento è nato un rapporto che dura tutt'ora. Inoltre ora che a Forlì gioca Mitch Poletti capito ancora più spesso. Sono venuto a vedere la finale con la Fortitudo e mi sono divertito molto. Penso sia stata una delle serie più intense della recente storia del basket italiano. Uno spot per questa disciplina".

Articolo tratto da "La Voce di Romagna", pagg. 1,8 del 14 Luglio 2010

lunedì 12 luglio 2010

mercoledì 7 luglio 2010

Datome è pronto a sostituire Gallinari

Il basket italiano vanta forse la miglior ala piccola europea, Danilo  Gallinari, che però quest'anno, per le note ragioni, non fa parte del gruppo azzurro. Per l'insieme dei mezzi atletici e tecnici ci sarebbe Stefano Mancinelli, ma da qualche stagione gioca quasi solo da ala forte. Se non si vuole abbassare il quintetto ricorrendo a una terza guardia, l'unico numero 3 di ruolo a disposizione di Pianigiani si chiama Luigi Datome, 23enne ala piccola di 2,03, origini sardo-venete, che qualche settimana fa la Lottomatica Roma ha riscattato dalla comproprietà con il Montepaschi Siena, nel quale "Gigio" ancora giovanissimo aveva esordito in serie A ed Eurolega, per poi "svezzarsi" a Scafati e affermarsi a Ro- Datome, finalmente non ti sentirai più un pacco postale. «Ma io non mi sono mai considerato così. E' la gavetta cui devono sottostare tutti i giovani, anche un fenomeno come Gallinari ha giocato un anno in Lega2 prima di affermarsi in Eurolega e volare nella Nba. Quando inizia il campionato io non penso più al proprietario del mio cartellino, ma solo a come rendermi utile alla squadra di cui indosso la maglia. Comunque, sono profondamente grato al presidente Toti per la fiducia che mi ha sempre accordato». Eppure nell'ultima stagione la Virtus ha deluso presidente e tifosi. «Vero, dovevamo trovare maggior continuità e batterci meglio nei playoff. Al riguardo, penso di avere responsabilità molto limitate, dato che ho vissuto un anno più in infermeria che in campo: due stiramenti agli adduttori, poi una borsite al ginocchio e un'altra al gomito. Non facevo in tempo a riacquistare il ritmo-partita che dovevo fermarmi di nuovo. Non ho ancora parlato con Tanjevic e Boniciolli sulle prospettive per la prossima stagione, al momento chiedo solo di stare bene, tutto il resto si vedrà». Il prossimo sarà l'anno dell'affermazione definitiva? «Ci spero proprio, da molte stagioni lavoro per questo obiettivo, cerco di diventare un giocatore più completo, non solo tiro da tre e stop. Dove devo migliorare? Palleggio e passaggio, tempi di uscita dai blocchi, ma soprattutto devo acquisire quel pizzico di furbizia che deriva dall'esperienza. E leggere meglio le situazioni, imparare a fare la cosa giusta nel momento giusto». Forse aiuterebbe qualche chilo di muscoli. «Può essere, ma non ne faccio una malattia. Intanto posso sopperire bene con l'agilità e la velocità. In futuro, vedremo». L'assenza di Gallinari le spiana la strada al quintetto azzurro? «Premesso che è sempre antipatico parlare di chi non c'è, certo l'assenza di Danilo aumenta lo spazio degli altri. Ma in una nazionale i discorsi individuali devono venire molto dopo quelli di squadra. Siamo in missione, dobbiamo cancellare l'onta della mancata partecipazione agli ultimi Europei (e quindi, anche ai Mondiali). Il gruppo nasce forte e molto determinato, c'è molto entusiasmo e sana competizione per conquistare una maglia. Io? Cerco di convincere coach Pianigiani che posso farne parte e rendermi utile. Lui è un vincente, ci insegnerà a vincere». Chi è Datome fuori dal campo? «Single, lettore onnivoro, appassionato di tv da vicino, nel senso che sono stato sul set di "Boris", uno dei serial più matti e simpatici, ho conosciuto i protagonisti e li ho invitati a una partita della Lottomatica. Poi, quel giorno non sono neanche entrato in campo. Che figuraccia!».

Articolo tratto da "Tuttosport" Ed. Nazionale, pag. 28 del 7 Luglio 2010.